Inchiesta Lazio, il retroscena su Lotito ai pm: «C’è un disegno contro di me. Non vendo il club. Tifosi? Non vanno allo stadio per riempire i pub» – Lazio News 24
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Inchiesta Lazio, il retroscena su Lotito ai pm: «C’è un disegno contro di me. Non vendo il club. Tifosi? Non vanno allo stadio per riempire i pub»

Inchiesta Lazio, emergono dei retroscena inediti sui verbali dell’interrogatorio sostenuto da Claudio Lotito lo scorso 30 giugno davanti al pm Del Giudice

Nuovi e clamorosi dettagli emergono dalle deposizioni rese dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, davanti alle autorità giudiziarie. Nell’edizione romana di La Repubblica, sono stati resi noti i verbali dell’interrogatorio sostenuto dal patron biancoceleste lo scorso 30 giugno di fronte al PM Lorenzo Del Giudice, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma sulle presunte manovre volte a favorire un cambio al vertice della società capitolina.

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Muro contro muro sulla cessione: le parole di Lotito sulla Lazio

Nel corso del suo colloquio con i magistrati, il senatore e imprenditore ha tracciato un quadro netto circa il futuro e la proprietà del club, sbarrando completamente la strada a qualsiasi ipotesi di cessione societaria.

«C’è un pezzo di politica, c’è gente che ha interessi economici e c’è qualcuno che vuole costringermi a vendere a un prezzo vile. Ancora non si è palesato l’individuo interessato. Lo mantengono nascosto. Chiamassero l’emiro, ma io non la vendo».

Le dichiarazioni di Lotito non lasciano spazio a dubbi: nessuna offerta, neppure miliardaria, farà vacillare la sua presa sulla società.

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L’attacco frontale alla protesta dei tifosi e gli interessi commerciali sulla Lazio

Un capitolo particolarmente delicato dell’audizione riguarda le contestazioni dei tifosi nei confronti di Lotito, con annessa assenza allo stadio Olimpico per le sfide casalinghe. Secondo Lotito, dietro i boicottaggi allo stadio si celerebbero precisi tornaconti economici legati a locali e attività commerciali:

«Non dovete andare allo stadio, perché le partite dovete venirle a vedere nei nostri pub. Sono 80-90 persone che governano ‘sto processo. I pub guadagnano e si sono tutti sistemati».

Il presidente ha inoltre espresso forti perplessità sulle campagne di finanziamento della protesta, contestando l’IBAN diffuso dai sostenitori che farebbe capo, secondo la sua ricostruzione, a una società commerciale specializzata nella vendita di abbigliamento da tifo.

La stampa, i retroscena con l’editore Angelucci e le rivelazioni politiche di Claudio Lotito

L’interrogatorio ha toccato anche il tema dei media, in particolare gli articoli critici pubblicati dal quotidiano Il Tempo, evidenziando le pressioni e le telefonate intercorse con i vertici editoriali.

«Un giornale che si prende la briga e la responsabilità di fare una campagna in modo continuativo tutti i giorni ci sarà una finalità, c’è un disegno. Rispetto a questo, Angelucci mi disse: “Questo è vergognoso, adesso prendo Capezzone. Questo qua non se deve permettere, tu sei amico di famiglia”».

A conclusione del verbale, Lotito ha offerto battute e considerazioni sul suo peso politico, lanciando un’ultima stoccata:

«Do fastidio perché sono una persona un po’ libera. A Roma essere presidente di un club di calcio, lo dico da senatore, ha una valenza importante perché ha un’interlocuzione con le istituzioni, a tutti i livelli».

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