Immobile: «Il mio affetto per la Lazio è immutato. Addio? Ho deciso di andare per non farmi accompagnare alla porta» – Lazio News 24
Hanno Detto

Immobile: «Il mio affetto per la Lazio è immutato. Addio? Ho deciso di andare per non farmi accompagnare alla porta»

Ciro Immobile, ex attaccante biancoceleste, è tornato a parlare del suo addio alla Lazio e non solo nel corso di un’intervista alla trasmissione “Dribbling”

Un percorso straordinario sul rettangolo verde e una nuova vita tutta da scoprire lontano dai riflettori del calcio giocato. Ciro Immobile, storico bomber e condottiero biancoceleste che ha appeso gli scarpini al chiodo da qualche mese, si è concesso ai microfoni del programma Dribbling. L’ex centravanti della Nazionale ha ripercorso i momenti salienti del suo addio alla Lazio, tracciando al contempo le linee guida delle sue nuove ambizioni professionali e personali.

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Immobile e il nuovo capitolo: la vita dopo il ritiro dal calcio

Abbandonare l’agonismo rappresenta uno spartiacque inevitabile nella carriera di ogni atleta. Nel corso della sua intervista, l’ex capitano biancoceleste ha spiegato come sta affrontando questo radicale cambiamento quotidiano e il suo rapporto attuale con lo stadio Olimpico:

«Aver smesso di giocare comporta una trasformazione profonda dell’esistenza: si passa improvvisamente da un’agenda scandita da impegni giornalieri prefissati a una condizione di piena autonomia. Si tratta di una sensazione particolare che, se affrontata con la giusta disposizione d’animo, diventa più facile da metabolizzare. Torno sempre con piacere a fare visita all’Olimpico, tuttavia al momento non avverto la smania di rientrare sul terreno di gioco. Diversi colleghi affermano che tale desiderio riaffiora a distanza di qualche anno, ma quanto fatto fa ormai parte del passato».

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Immobile e l’addio alla Lazio

Il legame tra il centravanti e il mondo capitolino rimane indissolubile, nonostante la decisione maturata di separare le proprie strade per intraprendere nuove sfide e lasciare un ambiente diventato saturo. Immobile ha ricostruito con trasparenza la dinamica del suo addio alla piazza romana:

«Il mio affetto per la Lazio è stato immenso e rimango profondamente legato a questo club ancora oggi. Nel momento in cui è giunta l’ora di separarci, ho preferito prendere l’iniziativa per chiarire che non avrei atteso di essere accompagnato all’uscita: conoscendo perfettamente la strada, ho scelto di congedarmi autonomamente. In quella fase specifica della mia carriera, ho deciso di abbandonare un contesto che non rappresentava più la mia zona di conforto».

Immobile tra il trionfo azzurro con Mancini e la guida di Vialli

Tra i ricordi più preziosi della carriera del bomber spicca l’epopea continentale con la selezione azzurra. Immobile ha reso omaggio al gruppo guidato da Roberto Mancini e al valore umano indiscutibile di una figura simbolo come Gianluca Vialli:

«All’interno del gruppo azzurro guidato da Roberto Mancini si remava tutti compatti e determinati verso la medesima meta. Nel corso della spedizione europea, ciascuno di noi vedeva in Gianluca Vialli un punto di riferimento fondamentale a cui rivolgersi per qualunque incertezza o suggerimento, sia di natura calcistica che personale».

Ciro Immobile guarda al futuro: lo studio da allenatore e il valore della famiglia

L’orizzonte dell’ex attaccante è già proiettato verso la gestione tattica dalla panchina, senza mai dimenticare i valori essenziali che ne hanno sostenuto l’intera parabola agonistica. Immobile ha svelato i suoi prossimi passi accademici e il peso determinante degli affetti familiari:

«In questo momento avverto il desiderio di cimentarmi nella carriera da allenatore e sono estremamente stimolato in vista del percorso formativo che intraprenderò a partire da luglio. Si tratta di un’avventura stimolante che intendo perseguire con dedizione. Qual è stato il mio finta più riuscita? Senza dubbio la costruzione della mia famiglia insieme a mia moglie e ai miei figli: senza il loro supporto non avrei mai potuto raggiungere i traguardi ottenuti in campo».

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