Tu chiamale se vuoi, emozioni…

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Roma tace, l’aria è elettrica. Il sole scalda la città eterna che si prepara ad assistere ancora una volta all’eterno duello. L’Olimpico come il Colosseo duemila anni fa, teatro di un qualcosa che non si può descrivere. Sentimenti che se spiegassi ad un tifoso del Barcellona, non riuscirebbe neanche ad avvicinarsi all’idea di cosa vuol dire il derby di Roma. Sentimenti che ti fanno vivere le ore precedenti alla partita come se un minuto fosse un giorno, come uno smaniante sposo prima del suo matrimonio. L’ansia sale, i tifosi si preparano: la sciarpa biancoceleste, la ‘punta’ con gli amici, i riti scaramantici. Ognuno ha il suo pre-derby, ma nessuno lo sa raccontare. Un silenzio innaturale regna vicino lo stadio, un silenzio che stasera sembrerà così lontano. Gli addetti vestono l’Olimpico per la serata delle serate, curano il prato. I giocatori, come i gladiatori duemila anni fa, sono pronti a scendere in campo per dare la vita per i simboli che portano in petto. Capire tu non puoi, Tu chiamale se vuoi emozioni cantava l’indimenticabile Lucio Battisti: il derby è già iniziato.

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