Ruzzi, ag. Zarate: “Lotito mi ha aggredito, vogliamo andare via. Ecco perché…”

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Luis Ruzzi, procuratore di Mauro Zarate, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sportitalia durante la trasmissione “CalcioMercato“: «Scontro totale con Lotito? Siamo arrivati ad una situazione di rottura insanabile, non sappiamo cosa abbia fatto questo ragazzo per meritarsi tutto ciò. Le cose che si dicono sono a senso unico, vorrei fare chiarezza, sono pronto  a rispondere a tutte le domande. Se è vero che è andato alle Maldive senza permesso della Lazio? Noi abbiamo spedito questa lettera alla Lazio che non ha mai risposto (Quindi non è mai stato autorizzato?). Io, poi, informai Lotito personalmente incontrandolo al ristorante, Mauro aveva bisogno di staccare. Non aveva un infortunio legato al calcio, era una cosa privata».

LE AGGRESSIONI DI LOTITO – Ruzzi prosegue: «Lotito? C’è un presidente di una prepotenza infinita che supera ogni possibilità di ragionamento, qua si fa tutto a senso unico con minacce. Lui gira con tre poliziotti 24 ore al giorno. Minacce? Sono stato aggredito fisicamente cinque volte, una volta in Qatar mi ha anche stretto le mani al collo. Causa extra-calcistica? Per non fare il male del giocatore uno accetta tante cose e poi si arriva ad un punto di non-ritorno come questo. Per me è molto difficile parlare di questa storia, mi sento responsabile, l’ho preso dal Qatar, l’ho portato dalla Lazio e quindi mi sento responsabile. Non credo di essere all’altezza per difenderlo come merita».

FUORI ROSA – Il procuratore continua: «Solo alla Lazio possono succedere queste cose. Sono mesi che si allena fuori rosa, mai con i compagni. Si cambia in uno spogliatoio, in quello degli ospiti della Primavera. In questi 4 mesi ha fatto 66 sedute su 70 di allenamento. Gli altri calciatori che sono nella sua situazione ne hanno fatto 30. A nessuno interessa nulla, non si allenano con la squadra. Gli altri sono Diakitè, Cavanda, Barreto e Foggia». Ruzzi spiega: «E’ una cosa di un’umiliazione infinita, vorrei sapere cosa ha fatto questo ragazzo per meritarsi questa situazione. Nessuno interviene, poco tempo fa ho parlato con Tommasi dell’Asso-Calciatori, mi avevano promesso di intervenire. Questo ragazzo è un gioiello del calcio argentino, anche in Sudamerica ci chiedono delucidazioni in merito. Che fine ha fatto questo gioiello, si chiedono giustamente. Posso mai spiegare una situazione del genere?». Il monito: «Vogliamo andare via, vogliamo chiudere il contratto, fateci andare via da questa situazione: rinunciamo a tutti i soldi».

ZARATE-TARE: UN AMORE MAI SBOCCIATO – «Lotito è una persona particolare, lui è la Lazio: ha speso 20 milioni di euro per questo giocatore e non ha mai speso una parola per Zarate. Vi spiego com’è andata: Zarate arriva in prestito alla Lazio, ma a quel tempo non c’era il ds e quindi la trattativa in Qatar la feci praticamente io. Abbiamo negoziato il prestito di un anno ed è andata bene, ha fatto benissimo il primo anno con la Lazio dopo il Qatar. Appena arrivò Tare di cui, però, Lotito non si fidava, tanto che chiamava Sabatini per alcuni consulti e mi diceva che aveva assunto Tare solo perché parlava cinque lingue, allora cominciarono i problemi. A dicembre di quell’anno, l’ultima gara col Palermo, lui viene sostituito e Zarate ha fatto delle cose sbagliate prendendosela con l’allenatore. Tare è andato in panchina e gli è andato addosso col dito. Le aggressioni fisiche in mondovisione non ci piacciono. Il presidente lì è intervenuto ed è finita  lì la questione. Quando siamo andati in Qatar per comprare Zarate, è venuto anche il direttore sportivo: ho sentito Tare che parlava male della vita privata di Zarate. C‘è stata subito un’antipatia di Tare verso Zarate».

LA GESTIONE LAZIO «Se mi ha mai parlato dei compagni? Non posso parlare dei giocatori, perché altrimenti perderei Maurito. Lo specchio dello spogliatoio della Lazio, però, si è visto nella partita con il Genoa, quando Matuzalem entra in quel modo su Brocchi e la reazione dei compagni non è stata quella degli juventini quando Cambiasso ha fatto fallo su Giovinco. Questo è lo specchio della gestione Lazio».

IL TRASFERIMENTO SALTATO ALLA DINAMO KIEV – «Vorrei sapere quali sono queste squadre che Zarate ha rifiutato. Io ho girato tutta l’Inghilterra, nessuno voleva prendere Mauro per 10 milioni. A Roma, poi, Tare ha la sua task force al seguito, c’è una radio romana dove due  conduttori infangano sempre e comunque Zarate e io li chiamo Igli e Tare. Dinamo Kiev? Ero stufo di sentire che Mauro rifiutava offerte, era già una decisione presa in anticipo. Mauro vuole giocare, non fare ‘il pastore di Formello’. C’era un intermediario a Montecarlo che aveva detto dell’interesse degli ucraini, ma nessuno della Lazio ha parlato con questo presidente. Sono andato io a parlare con il presidente della Dinamo in dieci minuti e ci siamo messi d’accordo su tutto. Gli ho spiegato il perché della voglia di andare in Ucraina. Loro ci hanno detto che l’affare si faceva a patto che Marcos Ruben fosse andato alla Lazio: naturalmente ho avvertito subito Tare di questa opportunità e loro mi hanno subito dato una risposta negativa. Questo è successo il 22 gennaio. Non ho avuto più contatti col Dinamo Kiev, poiché dopo il 31 gennaio è finito il rapporto, visto che Marcos Ruben non si sarebbe più potuto trasferire. Si è parlato di clausole, ma non era vero nulla. E’ stato buttato solo fango su  di noi. Il fratello di Mauro ha detto che è stato lui a rifiutare la Dinamo? Si è sbagliato. Anche il Genoa lo voleva, anche in prestito. Purtroppo trattare con Lotito sapete com’è». 

 

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