L’angolo tattico – Ciani da scuola calcio, Petko sbaglia i cambi e la neve…

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Una domenica fredda e triste per la Lazio che cade per la terza volta consecutiva anche a Torino. Questa volta gli alibi ci sono è vero, ma si poteva far meglio? Decisamente sì. Lotito si è lamentato molto delle condizioni del terreno di gioco sommerso della neve, sul quale i giocatori faticavano a rimanere in equlibrio. Eppure tra le due formazioni dovevano essere i granata a risentirne di più. Le compagini di Ventura sono famose per il loro gioco palla a terra che incomincia fin dal portiere e dai difensori, gioco appunto impossibile da mettere in pratica ieri sera. D’altra parte Petkovic, viste le condizioni del campo, ha preferito inserire saggiamente un centrocampo molto robusto con Ledesma affiancato da due mediani di corsa come Gonzalez e Onazi. La scelta è sembrata giusta vedendo il primo quarto d’ora, dove i biancocelesti hanno sfiorato anche il vantaggio. Se questa mossa poteva anche rivelarsi azzeccata, la riconferma di Ciani affianco a Cana è stato un grave errore. Il difensore francese ha dimostrato ancora tutti i suoi limiti: goffo, impreciso e precipitoso. Dopo la debacle di Siena, anche nel posticipo di ieri pesa moltissimo il suo errore, impossibile per un giocatore di Serie A. Oltre a questo, rivedibili anche i cambi per mister Petko che, nella provvisoria sospensione della gara, toglie Kozak e Gonzalez per Ederson e Biava levando l’unico punto di riferimento offensivo, ma anche una pedina fondamentale nella fase difensiva area come il gigante ceco. I minuti di pausa per il rifacimento delle linee bloccano i giocatori e dopo due minuti dalla ripresa la Lazio appare ancora ferma ai box, ne approfitta Jonathas che anticipa il neo entrato Biava e manda nell’oblio i capitolini. Inutili gli ultimi minuti, in dieci e su un campo impraticabile è stata impossibile qualsiasi giocata. 

Due espulsioni nei primi venti minuti in due gare, terza sconfitta consecutiva, Champions a meno sette punti. Ma soprattutto sembra esser svanita quella solidità che aveva contraddistinto il gioco della squadra che aveva incantato nel girone di andata e che poteva addirittura sognare un posto in alto vicino a formazioni che ora sembrano avanti anni luce. Petkovic vuole tornare a volare e per farlo aspetta il ritorno del suo re, la Lazio è Klose-dipendente.

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