Hernanes, serve un cambio di (doppio) passo

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Otto punti in nove partite ed un terzo posto perso nel giro di pochi turni. E’ questo l’esito dell’ultimo periodo di campionato della Lazio. Un cammino che, a differenza della positiva avventura in Europa League, sta trovando sempre più difficoltà. La sindrome della “coperta troppo corta” colpisce ancora: può essere questa la principale causa della crisi di risultati degli uomini di Petkovic in Serie A. Pedine fondamentali come Ledesma, Hernanes e Floccari sono chiamati a sforzi che vanno addirittura oltre alle fatiche degli straordinari. Fatiche che impediscono loro di esprimere la “solita” qualità che contraddistingue giocatori del loro livello da tutti gli altri.

Cosa resta da questi ultimi turni di campionato? Un‘affannosa corsa verso un gioco stabile o un risultato favorevole, ostacolata, oltre che dalle motivazioni di avversari assetati di punti, ieri il Siena, oggi la Fiorentina, dalla mancanza di energie necessarie per mettere in campo quei valori utili a fare la differenza. Pile scariche, da ritemprare al più presto. Giovedì però c’è già l’Europa League. Un’oasi di prestazioni memorabili, fin qui, per gli uomini di Petkovic. Si gioca ogni tre giorni. Si fa fatica, è vero. Ma è altrettanto vero che, una volta ottenuta la bicicletta, è necessario pedalare per andare avanti. Per compiere quel cambio di passo.

E anche per fare quel doppio passo. Quella giocata, specialità di casa Hernanes, da troppo tempo tenuta in cantina. Smorzata dalle fatiche di ben 1994 minuti giocati in campionato fino a ieri sera. Un numero che desta scalpore, confrontandolo con i complessivi 2026 disputati nell’intero arco della scorsa stagione. E’ un doppio passo spento, che non porta da nessuna parte se non ad un semplice appoggio o ad un provvisorio disimpegno. Nessun guizzo, nessun’accelerazione.

Cosa serve ora? Riposo. E chissà che quel sconsiderato intervento su Cuadrado di domenica sera non sia stato premeditato dal diffidato Profeta per ottenere una giornata di riposo in vista del prossimo impegno di campionato con il Torino. Con l’Europa League in mezzo, è un’ammonizione che potrebbe essere stata cercata per tirare il fiato. Per staccare dalla confusione di un centrocampo trafficato e stanco. Un’ammonizione che si trasforma in squalifica. Una squalifica che vuol dire riposo prima del doppio sforzo in scena all’Olimpico, prima con il mai domo Catania di Maran e dopo, soprattutto, con la Roma di Andreazzoli. Un doppio sforzo che merita, anzi, necessita di un doppio passo degno di questo nome.

Per questa rosa, falcidiata dagli infortuni di pedine importanti come Klose, Mauri e Konko, e dalle esclusioni di elementi che potrebbero rivelarsi utili alla causa come gli accantonati Diakitè e Cavanda, non c’è tempo per riprendere fiato. C’è però quel turn-over che, sapientemente alternato, può far rifiatare alcuni degli interpreti più importanti per questa squadra. Giovedì la Lazio partirà dallo 0-2 ottenuto contro lo Stoccarda al Mercedes Benz Arena. In un’Olimpico deserto torneranno Candreva e Biava, ma riposerà lo squalificato Cana. E chissà che, a risollevare le sorti comunque più che soddisfacenti di questa Lazio, non siano ancora Onazi ed Ederson, mattatori dell’andata di Stoccarda e affidabili sostituti a disposizione di Petkovic. Le recenti prestazioni però potrebbero far pensare al giovane nigeriano come qualcosa in più che una semplice riserva. L’incredibile gol messo a segno in Germania ne è la dimostrazione.

E dunque, si gira. Come in un ballo. Paso doble. Alternano gli interpreti ma l’obiettivo è sempre quello. Come in una moltiplicazione, cambiano i fattori ma il risultato non può, non deve cambiare. Un risultato che il Profeta Hernanes vuole già prevedere e portare a compimento. Perciò, riposo. E poi si torna a ballare. Magari con il doppio passo.

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