Diabolik spiega la coreografia: “Messaggio che rappresenta la tradizione della lazialità”. Poi su Lazio-Fenerbahce…

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La Nord, come sempre, ha dato spettacolo. Altra coreografia, sono brividi forti all’Olimpico. La lotta sugli spalti è stata ancora una volta vinta dalla Roma biancoceleste, con quella giallorossa non in grado di mettere su cotanta bellezza. Ai microfoni di Lazio Style Radio è intervenuto Fabio Piscitelli, conosciuto come Diabolik, che ha spiegato la coreografia messa su dal popolo laziale: “In questo derby volevamo dare un messaggio che rappresentasse la tradizione della lazialità che si passa di padre in figlio. Abbiamo preso spunto da una foto di un allenatore che allaccia le scarpe ad un suo atleta, riportandolo come un padre che allaccia le scarpe al figlio. Riferimenti a Maestrelli? Molti hanno avuto questa intuizione, ma sono solo un padre e un figlio laziali. La coreografia voleva essere anche una risposta alle critiche che ci hanno mosso ultimamente, molti dovrebbero ricordarsi delle cose belle che vengono fatte e non solo di quelle brutte”. Chiuso il discorso derby, si passa al quarto di finale contro il Fenerbahce, che vedrà di fronte un Olimpico vuoto. Le iniziative non mancano: “In ritorno dalla Turchia ci è venuto in mente di accompagnare la squadra con dei caroselli di macchine sino allo stadio, per cercare di ribaltare questa partita, che all’andata ci è stata rubata. Diamo appuntamento alle 17.30/18 per aspettare tutti insieme la squadra e scordarla sino all’Olimpico. Inoltre abbiamo richiesto, a spese nostre, di collocare un mega schermo fuori la Nord per assistere assieme al match. Purtroppo ci sono pochi giorni, spero in un aiuto della società. E’ un’iniziativa per far sentire la nostra voce anche da fuori, ci saremo comunque, ma con uno schermo verrebbe più gente. Sarebbe molto bello”.

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