Demirel: un Volkan mani di ferro

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Il più grande vulcano d’Europa è il Marsili, situato a centinaia di metri al di sotto del Tirreno meridionale. Attualmente l’Italia gode di questo primato. Ma è bene soffermarci su un’eventualità che il nostro paese poteva garantire al suo popolo due anni or sono: quella di un “vulcano calcistico”, da localizzarsi a nord del Tirreno, all’altezza della capitale. Stiamo parlando di Volkan Demirel, portiere della Nazionale turca nonché capitano del Fenerbache, prossimo avversario della Lazio ai quarti di Europa League. Destini incrociati. Si, perchè la squadra biancoceleste, in previsione dell’apertura della finestra estiva di mercato del 2011, rischiava seriamente di mettere sotto contratto il “Volkan mani di ferro”, al posto di una allora sempre più probabile partenza di Muslera. Prima di avviare il blitz estivo per Marchetti, certo era che le grane contrattuali manifestate dall’uruguaiano per il rinnovo, spingevano la società ad avviare contatti con l’entourage di Demirel, provando a sbaragliare la concorrenza di Tottenham, Anderlecht ed Olimpique Marseille. Tuttavia la valida candidatura non portava all’elezione di questo classe 1981 nativo di Istanbul, al Fenerbache dal 2002 inzialmente come riserva ma poi titolare dopo qualche anno. Attualmente vanta oltre 300 presenze con i “canarini gialli”, e oltre 50 con la Nazionale, Euro 2008 incluso. Capace di alternare papere colossali a parate extra ordinem, Volkan può contare su un notevole temperamento che spesso lo porta a commettere inspiegabili ingenuità comportamentali- vedi le due giornate di squalifica comminate dal giudice sportivo Uefa nel corso dei concitati minuti di un Turchia-Repubblica Ceca- alternate al prodigo intuito di para rigori- vedi quello a Cristiano Ronaldo in un match amichevole pre euro 2012, oppure i 3 parati al Siviglia che valevano il passaggio ai quarti di Champions nel 2008.

Un diavolo in partita. Un angelo ai calci di rigore. Le due facce di uno stesso vulcano. Attenta Lazio.

Lorenzo Mollica

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