De Martino: «Vittoria meritata sul campo. Inzaghi? Il nostro rapporto va oltre il lavoro»

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© foto @LazioNews24

Le parole di Stefano De Martino dopo la vittoria di ieri

Importante e bellissima vittoria della Lazio ieri, semifinale di Coppa Italia in tasca e grande autostima. Dello stesso avviso è il responsabile della comunicazione biancoceleste Stefano De Martino. Ecco le sue parole ai microfoni di Lazio Style Radio: «Abbiamo meritato di vincere sul campo, l’Inter non ha fatto molto. Al tiro di Caicedo ci eravamo già alzati per esultare. Handanovic è uno dei portieri più forti del mondo, non è facile segnare. Anche il nostro Strakosha è stato grande, parare quel rigore a Nainggolan era difficile. Cerchiamo di dare sempre un’immagine precisa di questa società, è il nostro modo di comportarci, abbiamo fatto della lazialità un modo di poter essere dirigenti. Ieri in Tribuna è successo di tutto, ma abbiamo mantenuto professionalità e serenità fino all’ultimo. Quel rigore non c’era, sarebbe stato incredibile non andare in semifinale. Tra di noi, nello spogliatoio e sul pullman, abbiamo festeggiato in modo incredibile. Inzaghi pregava durante il rigore di Leiva, nascosto dalle telecamere. Con lui c’è un rapporto che va oltre il lavoro, quando stai con lui senti la lazialità vera».

«Non possiamo finire nei tribunali per quello che diciamo. Ci dicono sempre perché non ci facciamo sentire. Non funziona così, prima bisogna partire da noi, da casa nostra. Siamo costretti a vincere due volte, probabilmente per altri è più facile: ma questo per colpa di tutti, anche nostra. Siamo l’unica squadra in Italia su tre fronti, in Europa League affronteremo una grande squadra. Affrontiamo insieme questa salita, compatti. Tutto se no condiziona i giocatori, la squadra. Partiamo da noi. Questo ancora non lo vedo, ci sono sempre critiche su ogni situazione: anche ora durante il mercato, siamo stati criticati senza aspettare che scadesse il tempo limite e senza comprendere la situazione. Ce la giochiamo per i primi 4 posti in classifica, con società che hanno fatturati e storie importanti. Significa che questa società lavora bene, con l’idea di poter crescere. Ci sono molti numeri che devono aumentare, come la presenza allo stadio. Questa non è una critica, ma un incentivo: per essere da Champions bisogna avere certi numeri. Abbiamo messo alle corde Juventus e Inter, questo credo che significhi molto. La nostra passione è diversa dalle altre, mettiamola al servizio della causa biancoceleste».

RILEVANZA MEDIATICA – «Quello che è stato detto in Rai non mi è piaciuto, abbiamo riportato tutto a chi di dovere. Arturo Diaconale è una persona di grande professionalità e soprattutto laziale, spetterà a lui gestire queste situazioni redazionali. Ieri non mi sono piaciuti i commenti sulla Lazio, il mio è un giudizio estremamente negativo. Spero che per la semifinale si possa avere un commento più lucido, trasversale e obiettivo. A livello mediatico abbiamo poco riscontro, ma non per via dei risultati. Io ho vissuto la Lazio di Cragnotti da tifoso, non ricordo testate giornalistiche che si spellavano le mani per scrivere dei biancocelesti. Vincere non significa per forza arrivare a chi di dovere, il bacino di utenza certo può incidere. La Lazio ha sempre avuto questo problema con la stampa, per tanti motivi. Quello che succede a Roma ha molta rilevanza anche fuori, ma qui non c’è equilibrio tra tifosi della Roma e quelli della Lazio: un editore mi disse che su 10 copie 7 erano acquistate da tifosi della Roma. È normale che la linea giornalistica sia poi improntata in un certo modo. Bisogna aumentare il nostro bacino d’utenza per raggiungere certi obiettivi».

CORSA CHAMPIONS – «L’importante è vedere la Lazio di queste ultime partite, con questa grinta e determinazione. Come dice Inzaghi lotteremo fino all’ultimo per il quarto posto, fino al 95’ minuto dell’ultima partita. Questo campionato è così, il Milan è anche un po’ fortunato, al di là del gioco: con il Genoa poteva perdere 3 a 0 il primo tempo, poi è andata a vincere. Ci sarà da lottare, ma possiamo farcela».