
Conferenza stampa Spalletti: il tecnico della Juventus interviene dopo la partita contro la Lazio giocatasi all’Allianz Stadium
Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, interviene in conferenza stampa nel post partita del match della 7a giornata del campionato di Serie A 2026-2027 contro la Lazio giocatasi all’Allianz Stadium. Le sue parole:
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LA CONFERENZA STAMPA DI SPALLETTI
C’E’ POCO CENTROCAMPO E KOLO MUANI TROPPO LATERALE – «Diventa inutile parlare di un reparto e di un giocatore. Di un sistema di gioco. Sono tutte cose che vengono dopo, conta il ritmo che imprimi alla partita, conta lo spirito, il cuore. Tutte queste altre cose vengono dopo. Noi abbiamo dimostrato fragilità, nasce nella testa. Dobbiamo trovare la motivazione, è lì che prende forma la fragilità. Inizi a rincorrere gli eventi, non li anticipi. Non sei in condizione di riconoscere ciò che sta per avvenire. Tutti hanno i piedi buoni nel calcio, ciò che fa la differenza son le cose che vedi e che ragioni in anticipo. Anche quelli forti con i piedi le anticipano con gli occhi le cose. Il sistema di gioco, la punta in più o in meno non modifica niente se non c’è una passione per quello che è lo scorrimento della partita, se non c’è un fame, un coraggio, un carattere. Se mancano queste cose qui diventa difficile poi parlare di tutto. Siccome stasera l’ho vista da sopra, abbiamo fatto vedere che poi il nostro futuro lo scrive un po’ il caso se siamo questi qui. Gli alibi non producono un buon futuro. Dobbiamo andare a scavare qualcosa di differente perchè fino a questo momento siamo stati su quella via di mezzo in cui potevamo costruirci qualcosa ma abbiamo fatto passi indietro. Nel secondo tempo ho messo giocatori offensivi ma c’era da interpretarli meglio».
PREOCCUPATO DAL FATTO CHE NON MATURANO? – «Sono preoccupato. La conduzione che ho avuto fino a questo momento qui, devo andare a farmi domande. Se invece di migliorare si peggiora, devo fare analisi approfondite, soprattutto su di me. La prima cosa che ognuno deve fare è parlare di se stesso. Siamo stati tutti dentro al livello insufficiente della partita, non c’è nessuno che ha salvato la faccia e può permettersi di parlare degli altri. Mi fa piacere che il capitano venga a parlare e metterci la faccia, ma fare analisi corrette diventa fondamentale. Le sconfitte non salvano nessuno, tirano tutti dentro. Tutti hanno una faccia pessima, un magone dentro che bisogna poi andare a sgomitarlo. Tutti siamo dentro le sconfitte, nessuno è salvato».
COSA CAMBIARE – «Vado a rivedere cosa ho fatto fin qui. A prendere in considerazione più approfondita la gestione fatta fin qui. Siccome credevo di aver fatto bene e stasera batto i denti, ho bisogno di tempo. Così su due piedi mi risulta difficile. Fare di tutto dipende da noi ma ottenerlo dipende anche dagli altri».
LA SQUADRA LO SEGUE ANCORA? – «Io fino a ieri penso di poter dire di sì, poi oggi probabilmente non lo so. Io con loro ho un buon rapporto, voglio condividere sempre, son fatto così. Ora siamo tornati indietro, perché poi non ci abbiamo messo mano a quanto successo stasera. Siamo stati a rincorrere gli episodi che son venuti fuori».