Anche l’ex arbitro Longhi punta il dito su Rizzoli

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L’arbitraggio di San Siro nello scorso saturday night match è la perfetta sintesi di una classe arbitrale che si trova in una forma alquanto scadente. A rafforzare questa tesi, l’ex arbitro Carlo Longhi ai microfoni di Spazio Lazio (ElleRadio 88.100):” Non bastava la grazia concessa a Chiellini e Cavani nel match del San Paolo. Ci si mette anche il gol del viola Larrondo, viziato dalla netta posizione irregolare di Toni. Se aggiungiamo anche i due rigori non concessi al Pescara, forse non staremmo parlando dell’esonero di Bergodi. Che dire poi del rigore generoso di cui la Roma ha potuto beneficiare ieri”. Analizzando la sconfitta della Lazio, Longhi punta il dito sugli errori del designatore arbitrale: ”Uno come Rizzoli quest’anno ha arbitrato 12 partite di serie A e, fino a sabato, non aveva mai espulso nessuno. La verità è che Rizzoli a Milano non ne azzecca una. E’ un ottimo arbitro a livello internazionale, ma in Italia gli preferisco Rocchi, Tagliavento e Orsato. Dopo 5 minuti di gioco, l’arbitro ha sbagliato a dare vantaggio sul contatto tra El Shaarawy e Marchetti, perchè poteva benissimo concedere il rigore”. Ma l’episodio cardine è quello del 17esimo, come nota l’ex arbitro: “in occasione dell’espulsione di Candreva, c’è un leggero contatto tra lui ed El Shaarawy, con il milanista che cade platealmente. Incomprensibile il conciliabolo con i suoi assistenti, che fa capire quanto Rizzoli non fosse minimamente convinto della decisione di espellere Candreva.Oltrettuto non era assolutamente una chiara occasione da rete, quindi per Candreva c’era solo il giallo. Sul giudizio dato da Braschi, conclude: “Braschi ha detto che andava espulso? Non sono d’accordo col designatore, e siamo in molti a non esserlo. Candreva non andava espulso e la Lazio è stata penalizzata”.

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