Luis Alberto svela: «Mercato? Resto un altro anno. In estate volevo lasciare la Lazio, ma Inzaghi…»

© foto www.imagephotoagency.it

L’idea di lasciare la Lazio, le promesse di Inzaghi e l’esplosione improvvisa: Luis Alberto è rinato nella Capitale, adesso è desiderato da mezza Europa

Una stagione stratosferica per la Lazio. Merito della forza di gruppo, ma anche dell’exploit di alcuni singoli. Fra tutti spicca il nome di Luis Alberto, contro il Torino al dodicesimo assist in campionato (clicca qui per leggere le statistiche). Nessuno in Serie A come lo spagnolo, le voci di un interessamento del Barcellona sono quindi una normale conseguenza. Il trequartista biancoceleste è stato intervistato in esclusiva dal programma ‘Onda Fútbol’, trasmissione radio di Onda Cero. Ha parlato dell’annata calcistica in corso e delle sue prospettive. Queste le sue parole: «Quest’anno ho avuto la fortuna di giocare con continuità e tutto sta andando meglio di come mi sarei immaginato. L’eliminazione dall’Europa League è stata un peccato, dovevamo arrivare almeno fino alla semifinale. Adesso pensiamo solo al campionato, dove il nostro obiettivo è la qualificazione in Champions League. Già in estate sapevamo di avere una rosa competitiva per arrivare nelle posizioni più alte della classifica. La nostra forza è il gruppo, anche chi entra della panchina riesce a dare il suo supporto».

IMPROVVISA ESPLOSIONE«Sono consapevole di aver fatto un bel salto di qualità, anche se chi mi conosce da anni sa che potevo giocare a questo livello. Ci sono riuscito anche grazie all’aiuto di un professionista e il traguardo che mi ero prefissato a inizio anno (la doppia cifra di gol e assist, ndr) l’ho raggiunto con 7 partite di anticipo. Devo dire che l’aiuto dei compagni è stato fondamentale: si parla tanto di Milinkovic-Savic e di Immobile, ma non bisogna dimenticare Lucas Leiva. Per me è il miglior giocatore della stagione in Serie A. Su Inzaghi? Il primo giorno di ritiro, quest’estate, ho parlato molto col mister e gli dissi che volevo andare via perchè l’anno prima avevo giocato poco, ma lui mi rispose che aveva fiducia in me. Abbiamo discusso e alla fine decisi di fidarmi. Da quel momento lui ha mantenuto la parola fin dalla prima partita. Posso dire che alla fine entrambi siamo rimasti soddisfatti. Il rapporto con Lotito? Tutti sanno che negoziare con lui è un po’ difficile, è un presidente con molto carisma, lotta fino alla fine per il bene del club. Ha il merito di essere riuscito a far uscire la Lazio da una situazione complicata. Per me è importante che la mia famiglia stia bene e qui a Roma ci troviamo molto bene. Se non succedono vicendi di calciomercato imprevedibili, la nostra idea è di rimanere qua almeno un altro anno. In estate deciderà il club cosa sarà meglio per tutti».

LA NAZIONALE SPAGNOLA«Sarà difficile andare al Mondiale, ho la concorrenza di tanti altri grandi giocatori, ma essendo già stato convocato una volta da Lopetegui penso di avere qualche possibilità. Tutti hanno visto la stagione che ho fatto, poi sicuramente il c.t. prenderà la decisione più giusta. Siamo in tanti bravi, ma io ho provato a giocarmi le mie carte. In ogni caso l’importante è che alla fine la Spagna vinca il Mondiale. Giocare in Italia può essere penalizzante, è normale che risaltino di più i giocatori che militano in Spagna o in Premier League, ma se mi hanno convocato vuol dire che hanno visto in me delle potenzialità. I tempi al Liverpool? Ero andato lì perchè mi aveva voluto Brendan Rodgers. Sapevo che il salto del Barcelona B alla Premier League sarebbe stato difficile, ma mi ero adattato e pensavo che avrei potuto avere qualche opportunità in più. Invece non è successo, ma è un’esperienza che mi è servita molto per crescere. Alberto Moreno? È un po’ infastidito perchè non sta giocando molto. Aveva iniziato bene, poi ha avuto un infortunio e ha perso il posto. Cose che capitano nel calcio».

Articolo precedente
monchi roma lazioMonchi: «Facciamo capire chi siamo! Dimostriamo che Roma tifa Roma»
Prossimo articolo
champions league calciomercato lazio felipe andersonChampions League, la qualificazione è un vero e proprio tesoretto