Le “imprese” della storia biancoceleste…

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Col passare degli anni la Lazio ha costruito su di sé una corazza che spesso l’ha aiutata, dopo aver preso brutti colpi, a rialzarsi più forte e combattere fino a raggiungere il proprio obiettivo. La partita di giovedì ha fatto di nuovo notare questa corazza, i ragazzi sono riusciti a strappare ai tedeschi un pareggio d’oro. Il merito però va attribuito anche a mister Petkovic che li sta facendo crescere sia dal punto professionale che mentale. Prendendo sempre in considerazione la partita di giovedì, il Corriere dell Sport ha rispolverato nelle memorie laziali parlando di 4 vecchie imprese fatte dai biancocelesti.

Correva l’anno 1974 e la Lazio giocava in casa contro il Verona. Era l’anno dello scudetto, in casa Lazio già se ne sentiva il profumo, forse proprio per questa sicurezza i ragazzi non giocarono un buon primo tempo, erano distratti e dopo essere passati in vantaggio con un autogol di Bet, si lasciarono rimontare dal Verona. Con grande sorpresa dei tifosi, Maestrelli decise di non far rientrari i suo nello spogliatoio, ma lasciò che aspettassero l’inizio del secondo tempo in campo. durante l’intervallo i tifosi continuarono a cantare e ad incitare la squadra. Forse grazie a loro, forse grazie al mister, i ragazzi riuscirono a rimontare e chiusero la partita per 4-2.

Nell’anno 1987 sulla panchina della Lazio c’era Eugenio Fascetti e si giocava il campionato di serie B. In pochi credevano in lui e nella sua squadra, però la cosa importante era che ci credevano i giocatori, proprio per questo l’estate precedente strinsero un patto decidendo di non lasciare la società. Il campionato correva veloce e ben presto arrivò l’ultima giornata di campionato, Lazio-Vicenza. La partita sembrava non avere nessun risvolto, rimandendo sempre sullo 0-0, ma all’ 82′ la Lazio passa in vantaggio con la rete di Giuliano Fiorini. Grazie a questa rete i biancoazzurri passarono agli spareggi, vinti anche quelli, per restare in serie B.

Nel 2000 la Lazio sognava un altro scudetto, ma la sconfitta contro il Verona richiuse momentaneamente questo sogno nel cassetto, poichè la distanza con la Juventus capolista era di 9 punti. Ma i biancocelesti non si lasciarono buttare giù e presto arrivò la trasferta con la più grande rivale di quell’anno, la Juventus. Al minuto 66′ Simeone infrange i cuori bianconeri con il gol che chiuderà la partita, facendola finire 0-1. Probabilmente da qui la Lazio ripartì per conquistare il tricolore.

Nel 2003 con Roberto Mancini alla guida, la Lazio viveva un anno particolare. Cragnotti era andato via, si sentiva la mancanza di Crespo e Nesta, e c’erano molti debiti da pagare. Ma Mancini non si fece buttare giù e con l’aiuto di Ugo Longo ricostruì il gruppo, facendolo più forte e carico di prima. Infatti quella che sembrava una stagione da dimenticare, diventò una stagione fantastica per la Lazio piazzandosi quarta in campionato e arrivando in semifinale di Coppa Uefa.

 

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