Lazio nelle scuole: aquile in visita all’istituto Gesù-Maria

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La Lazio riprende il ciclo di appuntamenti con gli studenti delle scuole romane

Tra un impegno di campo e l’altro la Lazio trova il tempo di riprendere il proprio impegno nel sociale riproponendo l’iniziativa ‘La Lazio nelle scuole’. I biancocelesti questa mattina hanno fatto visita all’istituto Gesù-Maria, a Roma in via Flaminia 631. La delegazione di laziali che ha raggiunto la scuola primaria era composta da Bastos, Ciro Immobile e Ivan Vargic, accompagnati dallo storico team manager Maurizio Manzini e dal falconiere Juan Bernabé. A parlare prima delle domande dei piccoli è stato Manzini: «Quando veniamo a trovare i bambini è sempre una grande gioia. Ci regalate entusiasmo per le partite che giochiamo la domenica». Poi spazio alla curiosità dei pargoletti con Immobile il primo a rispondere sul rapporto con i romanisti: «Tanti giocatori della Roma sono compagni in Nazionale. Io conosco di più Florenzi e De Rossi, con loro parlo di più. E’ bello che ci siano due squadre e si possa giocare il derby con uno spettacolo allo stadio. Poi non si deve trascendere nella maleducazione. È una partita bellissima da giocare». Argomento successivo il sacrificio per raggiungere un traguardo importante: «I sacrifici si fanno in ogni ambito, nella vita sono necessari per raggiungere gli obiettivi. Sono dovuto andare lontano da casa mia, non potevo uscire come i miei coetanei, dovevo stare attento all alimentazione». Dopodiché è toccato a Bastos soddisfare la curiosità dei bambini: «Cosa ci vuole per fare il giocatore? La prima cosa è la passione, un qualcosa che va oltre le doti. Per essere professionisti ci vuole tanto sacrificio. Bisogna rinunciare a molte cose. E a volte ci vuole anche un po’ di fortuna. La prima volta che sono entrato in campo ho sentito una grande energia, è stata un’emozione. Ho realizzato il mio sogno. Il rispetto dell’avversario? E’ la prima cosa. L’unica cosa diversa in campo e nella vita è il colore della maglia che si indossa. Come reagisco alle critiche dei tifosi? A volte succede di sbagliare e di ricevere critiche per gli errori. Bisogna prendere le contestazioni come un incentivo a fare meglio. Come tutti ho avuto dei momenti di crisi. Ma nulla e nessuno mi ha mai fatto pensare di lasciare il calcio». Anche Vargic ha detto la sua: «Il mio idolo da piccolo? Essendo croato dico Pletikosa. Degli italiani invece dico Peruzzi e Buffon. Anche io ricordo con grande emozione la mia prima volta in campo. Vengo da un piccolo posto, tutti ci conoscevamo in quel paese. Essere in campo davanti ai miei amici mi dava un’emozione particolare. L’avversario più forte? Personalmente è stato Lacazette, un attaccante che gioca in Francia. Con Il Rijeka lo abbiamo affrontato una volta contro il Lione». Successivamente ha ripreso la parola Immobile che ha parlato di un tema importante come il razzismo. «Per noi tutti sono uguali. Bianchi, neri, gialli… A volte negli stadi si sentono dei cori razzisti. Non è assolutamente bello, ci dispiace soprattutto quando sono rivolti a un nostro compagno di squadra. Se subisco un brutto fallo? Il più delle volte me la prendo con l’arbitro, però non mi ricordo una reazione scomposta verso un avversario».

Foto: lalaziosiamonoi.it