La rinascita di Radu: uomo-spogliatoio, sicurezza in campo e…

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I puntali e fastidiosi infortuni al ginocchio sono alle spalle, le prestazioni opache e disattente anche. Stefan Radu sta vivendo una seconda giovinezza in maglia biancoceleste. A dir la verità, la stagione non era iniziata nel migliore dei modi: subito un’operazione di pulizia al ginocchio ad inizio Luglio, il rientro dopo due mesi e l’ennesima ricaduta allo stesso ginocchio. Radu è tornato a Novembre, contro il Panathinaikos, dimostrando subito una condizione fisica invidiabile. Di lì in poi una scalata travolgente, fino al posto da titolare ormai saldamente suo.

Radu è sembrato sin da subito un altro giocatore. Rapidità, freschezza fisica e mentale, una sicurezza in fase difensiva, propositivo in quella offensiva. Il terzino che mancava a Petkovic ad inizio stagione. Il numero 26 biancoceleste non si è mai fermato, è diventato un elemento fondamentale per questa Lazio. Poi è arrivata la chicca. Primo gol in maglia biancoceleste dopo quasi 5 anni, a Maribor, in Europa League. Il terzino rumeno ha replicato in Coppa Italia contro il Catania e nel match di ieri sera contro il Pescara, sbloccato proprio da una sua bordata da fuori area da stropicciarsi gli occhi. Radu c’è, con lui la difesa è un altra cosa e quando manca (vedi Siena-Lazio), il pacchetto arretrato va in tilt. Petkovic lo coccola e se lo tiene stretto, adesso Radu è diventato anche bomber, nella seconda vita con la maglia con l’aquila sul petto.

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