La Lazio e il “mistero” Louis Saha: ma serviva davvero?

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È il 6 febbraio, il calciomercato è già ampiamente chiuso. Si fa male Klose, la risonanza magnetica è terribilmente crudele: lesione al collaterale del ginocchio destro, due mesi di stop. La Lazio, già orfana di Rocchi ceduto all’Inter, resta con i soli Floccari e Kozak, troppo poco per una squadra in lotta su tre competizioni. Arriva come detto il 6 febbraio, arriva il colpo a sorpresa: Louis Saha. Attaccante 34enne svincolato dal Sunderland, con un curriculum di tutto rispetto ma un passato recente magro di gol. È una scommessa, la Lazio non ha scelta, è l’unica soluzione percorribile e tira una su una sorta di guerra legale per il tesseramento. L’attaccante francese firma un contratto di sei mesi a 700mila euro. Panchina, panchina e panchina. Subentra nelle debacle di Siena e a San Siro col Milan, parte titolare contro il Catania dove si divora un gol a pochi metri dalla porta. La (non) condizione fisica si fa sentire insomma. Colui il quale doveva sostituire Klose diventa l’ultima scelta, Petkovic punta su Floccari per il campionato e su Kozak per l’Europa League. Poi torna Klose dall’infortunio, gli spazi sono ancor più chiusi qualora ce ne fosse bisogno. Vice-Klose? Macché. Saha, per il momento, è stato un incredibile flop. Una scommessa andata male. 700mila euro buttati via. E a Giugno? Arrivederci e grazie.

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