Gregucci: «Lazio, che caparbietà! Milinkovic? Spero non diventi l’uomo mercato»

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L’intervista ad Angelo Gregucci, ex calciatore di Lazio e Torino, che ha analizzato il match di ieri sera a il momento dei biancocelesti

Angelo Adamo Gregucci, ex difensore della Lazio (187 presenze fra il 1986 e il 1993) ma anche del Torino (nella stagione ’93/’94), è intervenuto sulle frequenze di Elle Radio nella trasmissione Laziali On Air, per analizzare la sfida di ieri sera, coincisa con la quarta vittoria consecutiva in campionato per i biancazzurri. Ecco il pensiero con il quale ha esordito l’oggi allenatore pugliese: «La Lazio ieri ha fatto prevalere la sua maggiore qualità, il Torino è una squadra interessante e ricca di individualità in avanti, ma ieri la Lazio ha giocato con grande caparbietà, non facendosi irretire dal pareggio subito. Un successo senz’altro meritato».

Per quello che riguarda la difesa, la Lazio sembra intercambiabile e va a meraviglia con qualunque assetto. Merito della qualità degli interpreti o del lavoro settimanale dello staff tecnico?
«Uno condiziona l’altro. Da quando conosco e vedo il calcio in casa laziale, penso che i biancocelesti non hanno mai avuto quattro difensori centrali così forti nella stessa rosa. A partire da De Vrij, quindi Hoedt che è sicuramente in crescita esponenziale agevolato dal fatto di giocare al suo compagno olandese. E poi Bastos e Wallace, che hanno grande qualità e sanno muoversi con disinvoltura nella difesa a tre o a quattro. La cosa più importante è che il difensore sia tecnicamente bravo, poi gli schemi sono secondari».

Offensivamente invece la Lazio è un po’ corta e non ha ricambi al livello dei titolari. Immobile, Anderson e Keita lavorano molto per la squadra oltre a farsi in attacco.
«Immobile è stato fortemente voluto da Inzaghi, a tutti i costi, ed è una decisione che è stata premiata dal campo. Felipe Anderson ha ancora grandissimi margini di miglioramento, deve sfruttare le sue qualità per consacrarsi al top del calcio internazionale. Ha dribbling, ha potenza, ha resistenza, vince sempre il primo dribbling. Deve lavorare sul sacrificio, ci sono campioni assoluti al Barcellona che danno tutto per la squadra per vincere. Il brasiliano può crescere ancora moltissimo. Per Keita bisogna affidarsi alla gestione di Simone Inzaghi, queste sono componenti che pesano e che permettono di valorizzare tutte le qualità della rosa».

Sul centrocampo…
«Per qualità e per varietà, Milinkovic-Savic, Parolo e Biglia sono complementari fra loro: il serbo è ormai uno dei migliori centrocampisti del panorama continentale. Bisogna fare attenzione perché potrebbe diventare l’uomo mercato per i biancazzurri, sicuramente non passerà inosservato alle big europee per qualità e prestanza fisica. Sta crescendo a livello di letture, riesce ad interpretare sempre meglio il gioco in diverse zone del campo. Parolo ha la capacità di dare tutto e garantisce sempre grandi prestazioni, è una vera sicurezza».

Con i punti attuali la Lazio sarebbe stata seconda in un qualsiasi altro campionato: come si svilupperà la corsa per l’Europa?
«Mai come in questo campionato saranno decisivi gli scontri diretti. La lotta per la retrocessione è ormai decisa, l’Empoli è in serie nera eppure mantiene ancora sette punti di vantaggio sul Palermo. In questa Serie A mancano i punti persi dalle grandi sui campi di provincia, per cui la classifica può variare solo negli scontri diretti. Vincendoli la Lazio potrebbe trasformare un’ottima stagione in una stagione fantastica».

Questa Lazio può aver ritrovato il senso di appartenenza che mancava in passato?
«Angelo Peruzzi è stato in questo senso un innesto importante, un uomo fantastico per lealtà, professionalità e correttezza nei rapporti. Può essere un esempio per i giovani fuori e dentro dal campo. Anche lo stesso Arturo Diaconale e naturalmente Simone Inzaghi, nell’ambiente Lazio da quasi vent’anni. Avere i modelli giusti da seguire è fondamentale, anche per i giovani che emergono dal settore giovanile della Lazio, che spesso ottiene grandi risultati. Un grande campione fa sempre la differenza per l’esempio che riesce a dare, e in questo senso alla Lazio sono stati fatti grandi miglioramenti».

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