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Stankovic: «Inzaghi, c’è una differenza con Conte. Su Lazio Inter…»

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Sabato in campo all’Olimpico Lazio e Inter: le dichiarazioni sul match e non solo del doppio ex della sfida, Dejan Stankovic

Dejan Stankovic ha parlato a La Gazzetta dello Sport: le dichiarazioni dell’ex centrocampista serbo, adesso allenatore, sul momento dell’Inter e la prossima sfida contro la Lazio.

LAVORO INZAGHI – «Ora con la match analysis tutti sanno tutto di tutti. Ma lui era così già vent’anni fa. Studiava ogni partita, conosceva ogni singolo difetto dei difensori. Così segnava, così li beffava. Simone era velocissimo? No. Aveva un grande fisico? No. Ma sapeva dove cercare falli, dove attaccare. E non parlo delle grandi partite, ma di quelle contro avversari che…vabbè, non faccio nomi, ma magari si poteva pure fare a meno di studiarli. E invece lui era lì, a curare i particolari».

INTER  – «È una squadra paziente, concreta. E poi, rispetto a Conte, c’è un po’ più spazio per l’improvvisazione, per la giocata del singolo. Gli automatismi e l’organizzazione tattica devono essere la base, ma poi è giusto esaltare anche le qualità individuali».

DIFFERENZE – «So già cosa vuole chiedermi: l’Inter è più o meno forte? Non lo so. Ma dico questo: ho vinto da giocatore, ora pure in panchina con la Stella Rossa. E dopo un successo, è giusto far entrare un po’ di aria nuova in uno spogliatoio, vedere qualche faccia diversa. Non dico che si perda la fame, ma inconsciamente si può accusare un po’ di stanchezza mentale, specie dopo una stagione intensa come la scorsa. È come se si andasse in overload, a un certo punto non ce la fai più. E poi, su Lukaku: non mi sembra che Dzeko stia segnando poco, anzi. In qualcosa l’Inter ha perso, in altro ha guadagnato: per lo scudetto lotterà fino alla fine».

CORSA SCUDETTO – «Napoli e Inter in prima fila. In seconda Milan e Juve».

MOURINHO – «José è incredibile, ha già trasmesso qualcosa di sé ai suoi, la riconosci subito una sua squadra. Però se la Roma vuole fare il salto di qualità, deve seguirlo fino in fondo, aggiungendo qualche pedina in organico».

LAZIO-INTER – «È un trampolino per lanciarsi, l’Inter deve sfruttarlo. Sono curioso, ci sono di fronte due tecnici molto diversi: voglio vedere come si incastra questa partita, di solito sono sempre belle».

BARELLA CAPITANO – «Ora è sul braccio di un grande come Handanovic. Ma come non pensare a Barella? Io divido i leader in due categorie: i bla bla bla e quelli che dimostrano ogni giorno. Nicolò è tra i secondi».

CHAMPIONS E SHERIFF – «Di fare attenzione ai due centrali di centrocampo, Thill e Addo. Lo Sheriff ha un gioco molto diretto: sono velocissimi a ribaltare l’azione con gli esterni. Ma l’Inter è più forte, sia chiaro».