De Martino: «Contro l’Inter voglio 70mila tifosi». E su de Vrij…

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Il responsabile della comunicazione De Martino ha parlato del cammino che attende la Lazio in questo finale di stagione

Due finali per sperare in un sogno. La Champions League è distante due pareggi, non è un traguardo impossibile da raggiungere. Per parlarne ai microfoni di Lazio Style Channel è intervenuto Stefano De Martino: «Sono ripresi gli allenamenti in vista di una gara molto importante come quella di Crotone, con una situazione di classifica che si è creata da comprendere. Mai un campionato era stato così incerto fino alle ultime giornate. Sia in Champions, sia in Europa League, sia in zona retrocessione. Questa è una situazione che crea attenzione, anche da parte della stampa internazionale. Ecco perché oggi sono qui da noi per assistere all’allenamento alcune televisioni estere. Vedono con interesse al campionato italiano anche dall’estero. Classifica? Facevamo i conti su quelle che sono le ultime partite, di intrecci ce ne sono tanti, però a guardare i numeri ci si distrae, e così come ha detto Inzaghi non bisogna guardare agli altri, ma soltanto a noi stessi. Il Crotone si gioca la salvezza, sappiamo che ambiente potremmo trovare. Cercheranno di riempire tutto lo stadio per dare una spinta ulteriore alla propria squadra. Lazio-Inter per ora non esiste, se non per i tifosi che devono andare a comprare il biglietto allo stadio. Servono 70mila persone allo stadio, io chiedo il tutto esaurito e non mi accontento di 50mila. Ci stiamo giocando l’accesso alla Champions League. Siamo matematicamente in Europa League già da due giornate. Non posso pensare ad una Lazio fuori dalle competizioni europee. La Champions significherebbe un altro tipo di visibilità, di disponibilità. Quindi pensiamo al Crotone e alla gara immediatamente da giocare, però anche a comprare il biglietto per Lazio-Inter. Serve una bolgia vera. Bisogna anche sottolineare che la Curva Nord c’è sempre stata, sia in casa che in trasferta. Vederla così è bellissimo».

INTER«Tutto il mondo avrà gli occhi puntati su Lazio-Inter. È una gara di grande fascino, c’è tanto interesse e le richieste di accredito arrivano da ogni luogo del mondo. Per poter pensare di raggiungere traguardi importanti, bisogna avere sempre una cornice di pubblico importante che ti possa spingere. Anche nelle gare che contano meno. L’Olimpico è uno stadio che ti accorgi sia pieno solo dai 50.000 in su. Colpo d’occhio stupendo è stato quello della gara con l’Atalanta, con la Tevere quasi esaurita e la Montemario gremita. Mi raccomando con chiunque possa farlo, di acquistare il biglietto per la gara con l’Inter».

CONDIZIONE FISICA «La Lazio ha giocato più di 50 partite, la media è di una partita ogni 3 giorni. A livello fisico la Lazio ha reso in modo ottimale grazie al lavoro dello staff medico e tecnico che si sono inseriti in modo importante. Ci sono stati pochissimi infortuni. Poi è chiaro che a fine stagione qualche problema lo puoi avere. Per Immobile e Parolo parliamo di giocatori che hanno giocato quasi sempre, e hanno avuto un livello di minutaggio altissimo. Nei prossimi giorni avremo un quadro più definitivo, per capire chi ci sarà col Crotone. Va fatto comunque un plauso anche a chi è entrato, in questo caso Caicedo, che ha fatto una grande partita. Gli vanno fatti i complimenti, non è facile giocare dietro un certo Ciro Immobile».

DE VRIJ – «La vicenda de Vrij penso si sia già chiarita. Le parole del giocatore e del direttore sportivo sono state chiare. Le volontà si sono espresse da una parte e dall’altra, anche se nel calcio può sempre succedere di tutto. La Lazio ha fatto di tutto, anche offerte importanti, ma non c’è stata la volontà di proseguire. Penso ci sia poco da dire, ora pensiamo a raggiungere il nostro obiettivo, che ad inizio stagione nessuno pensava fosse possibile. In molti non ci vedevano protagonisti in questo campionato. Questo è il frutto del lavoro della società e di tutti, è stato costruito un gruppo importante. Io sono soddisfatto per il calcio che la Lazio ha fatto vedere, per il rapporto ricostruito con la tifoseria. Salisburgo? Sconfitta che brucia, ad oggi non capiamo cosa sia successo».

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