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Panchina Lazio, Thiago Motta tra i candidati ma occhio alla concorreza: Lille e Bayer Leverkusen sulle sue tracce

Panchina Lazio, Thiago Motta resta tra i candidanti principali ma aumenta la concorrenza: il tecnico è monitorato da Lille e Bayern Leverkusen
La panchina della Lazio si trova di fronte a un bivio storico. Con l’addio imminente di Maurizio Sarri, pronto a salutare l’Olimpico per accasarsi al Napoli o all’Atalanta, Claudio Lotito deve resettare tutto. Tra le varie opzioni al vaglio, la candidatura che sta infiammando l’ambiente è quella di Thiago Motta, profilo rilanciato con forza dall’esperto di mercato Nicolò Schira su X. Per i biancocelesti, l’ingaggio dell’ex tecnico di Bologna e Juventus rappresenterebbe un totale cambio di paradigma.
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Idee europee per scacciare il disincanto
L’eventuale arrivo di Thiago Motta a Roma sarebbe la risposta più forte alle recenti e feroci polemiche sul “Modello Lazio” e sulla presunta mancanza di sogni sollevata dalla tifoseria. L’italo-brasiliano porta in dote un calcio moderno, fluido, europeo, basato sul dinamismo e l’intercambiabilità dei ruoli. In un ambiente che accusa la proprietà di guardare solo all’indice di liquidità, investire su un tecnico così ambizioso ridarebbe centralità al progetto sportivo.
L’incastro tattico: come cambierebbe la rosa biancoceleste
Tatticamente, Thiago Motta rappresenterebbe una rivoluzione flessibile. Lontano dal 4-3-3 dogmatico di Sarri, il suo 4-2-3-1 o 2-7-2 teorico esalterebbe elementi chiave oggi sacrificati. Giocatori di strappo e palleggio come Rovella (che Motta ha lanciato e valorizzato al Genoa) diventerebbero i perni del centrocampo. Inoltre, la sua capacità di valorizzare i giovani si sposa perfettamente con la necessità della Lazio di avviare un profondo e fresco restyling generazionale.
La concorrenza e lo scoglio economico
Portarlo a Formello non sarà però una passeggiata. Sul tecnico italo-brasiliano ci sono le sirene estere di Lille e Bayer Leverkusen, piazze stabili e con forti disponibilità economiche. Per convincerlo, Lotito non potrà limitarsi a un’offerta standard: serviranno garanzie di mercato e la volontà di competere ad alti livelli, superando quell’approccio da “gestione controllata” che la piazza non tollera più.

