
L’ex amministratore delegato della Juventus, Luciano Moggi, svela un curioso retroscena legato all’addio di Nedved dalla Lazio
L’attuale dirigente sportivo della Juventus, Pavel Nedved, ha vissuto nella sua carriera 5 anni alla Lazio. Con l’aquila sul petto, il ceco alza al cielo la Coppa Italia, la Supercoppa italiana, fino ad arrivare alla Coppa delle Coppe, giocata a Birmingham il 19 maggio 1999, e alla Supercoppa UEFA. Nel 2001, a causa di qualche dissidio con la dirigenza, decise di abbandonare la Capitale approdando a Torino, dove fece la storia del club, riuscendo ad ottenere addirittura il Pallone d’Oro nel 2003. Le pagine del Corriere dello Sport di questa mattina riportano un’intervista fatta a Luciano Moggi, ex amministratore delegato della ‘Vecchia Signora’ che svela un curioso retroscena legato al trasferimento di Nedved a Torino: «Avevo già l’accordo con Cragnotti, però Pavel non lo sapeva. Mi disse di voler restare alla Lazio, era innamorato del verde e dei campi da golf dell’Olgiata. Lasciai passare un paio di settimane e gli telefonai da Praga: gli spiegai che i campi da golf, bellissimi, c’erano anche al Parco della Mandria, dove risiedeva il dottor Umberto Agnelli, e l’invitai almeno a visitarli in segreto, per poi decidere con tranquillità il suo futuro. Accettò con cortesia ed organizzai un volo privato, però non mantenni il segreto: sparsi la voce tra i giornalisti, all’aeroporto c’erano fotografi e telecamere, a Roma si venne a sapere del blitz. Qualche tifoso la prese anche male, alla fine fu più semplice ottenere il sì. Sono felice di aver contribuito, anche attraverso quel sotterfugio, a costruire l’avvenire di un ragazzo eccezionale!».