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Lotito: «Il derby in contemporanea con la finale di tennis è un rischio maggiore! Tifosi? Dodicesimo uomo in campo»

Claudio Lotito, presidente della Lazio, è intervenuto alla vigilia della finale di Coppa Italia contro l’Inter! Le dichiarazioni
Alle ore 21 di oggi, Lazio e Inter si sfideranno in una finale di Coppa Italia che promette emozioni forti! Il presidente Claudio Lotito ha parlato alla vigilia del match, esprimendo il suo entusiasmo per l’importante traguardo raggiunto dalla squadra di Maurizio Sarri. In particolare, ha anche commentato la situazione relativa al derby con la Roma, sottolineando l’importanza di questa partita non solo per il trofeo, ma anche per il futuro della Lazio. Vi riportiamo le sue dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sport Mediaset:
DERBY – «Un derby contemporaneamente alla finale del tennis è sicuramente un rischio maggiore. Sia in termini di presenza del pubblico, sia in termini di qualche persona scriteriata che volesse fare un gesto inconsulto e quindi ha un palcoscenico che potrebbe allettarlo ancora di più».
PREFETTO – «Se il prefetto ha scelto così l’ha fatto a ragion veduta, conosce benissimo Roma. Immaginate se venisse fatto un gesto inconsulto in quel momento cosa succederebbe. Come oggi, domani, ci sono 150 paesi collegati. Penso sia stata una scelta oculata e responsabile».
TIFOSI – «Loro rappresentano il dodicesimo uomo in campo e non è una frase convenzionale. È una realtà, ti danno una spinta in più e una motivazione in più. Chi gioca, sa che ci sono tante persone che spingono e hanno la voglia di identificarsi nelle loro gesta, devono dare il massimo e il 300% delle loro potenzialità per accontentare ed esaudire i sogni dei tifosi».
MALAGO’ – «Non ho nulla contro la sua candidatura, ma da persona che lavora in questo mondo da tanti anni vi dico che avrei prima fatto tutte le riforme, e poi avrei scelto Malagò. Anzi, l’avrei anche messo come commissario se questa era la volontà. Così è come prendere un cavallo e poi la stalla, che faccio? Tengo il cavallo per strada? È questo il tema secondo me. Non è un problema di persone, ma come al solito in questo paese, ciò conta più degli aspetti concreti.
Il sistema così com’è è sbagliato, e non è un uomo solo al comando a cambiare le cose. Le leggi le fa il Parlamento, non la Federazione, quindi sarebbe stato più giusto che il Parlamento si assumesse la responsabilità di disegnare un nuovo assetto e una nuova organizzazione, e il calcio avrebbe potuto poi scegliere il presidente».