Adesivi antisemiti, la difesa di un laziale: «Anna Frank? Pensavo fosse la figlia di Fantozzi».

adesivi antisemiti
© foto Twitter @dureghello

Caso adesivi antisemiti, 6 dei 14 tifosi della lazio sono stati ascoltati dai magistrati. Alcune tesi difensive, però, hanno fatto andare su tutte le furie il pubblico ministero

«Pensavo fosse Mariangela, la figlia di Fantozzi. Non sapevo si trattasse di Anna Frank». Questa è solo una delle tesi difensive fornite dai 6 tifosi biancocelesti ascoltati in questi giorni dal pubblico ministero. Indagati per istigazione all’odio razziale dopo i fatti del 22 ottobre durante Lazio-Cagliari, i sostenitori si sono recati alla procura di Piazzale Clodio per fornire delle argomentazioni su quanto accaduto. All’ennesima tesi strampalata, però, i magistrati sarebbero andati su tutte le furie: «Cosa? Ma lei scherza?».

LE ALTRE TESI – Meno strampalate le altre tesi esposte dai ragazzi in questione e riportate dall’edizione odierna de La Repubblica: «Gli adesivi di Anna Frank con la maglietta della Roma non hanno nulla di xenofobo. Solo una presa in giro tra tifosi». Singolare, poi, la risposta di altro giovane: «Pensavo si trattasse di una comune bambina, non sapevo fosse Anna Frank. Si tratta di sfottò tra curve». Ma, alla domanda del magistrato: «Che tipo di presa in giro può esserci con l’adesivo di una normale bambina che indossa la maglietta della Roma?», il tifoso non ha saputo dare alcuna risposta.

FUTURO – L’aggiunto Francesco Capotale e il pm Erminio Amelio, dopo aver ascoltato le parole degli indagati, si prenderanno qualche giorno e decideranno il da farsi: andare verso il processo con una richiesta di rinvio a giudizio oppure verso l’archiviazione.

 

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