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Saurini: «La rosa della Lazio va rinforzata dopo le cessioni, senza Romagnoli perderebbe molto! Su Lotito e Sarri…» – ESCLUSIVA

Giampaolo Saurini, ex giocatore della Lazio, ci ha concesso un’intervista esclusiva sul momento dei biancocelesti tra calciomercato e polemiche varie
Giampaolo Saurini è cresciuto nel settore giovanile dei biancocelesti, con i quali ha vissuto dei momenti importanti come la vittoria di un campionato Primavera 1. L’ex giocatore della Lazio ha parlato in esclusiva con noi di LazioNews24 dei temi caldi relativi alla società di Claudio Lotito.
Dal calciomercato alla querelle tra il presidente e Maurizio Sarri, passando per la vicenda legata ad Alessio Romagnoli e i suoi anni nella Capitale. Le sue parole:
La Lazio sta attraversando un momento complicato a livello di fase offensiva e non solo. Quale pensi che sia il problema dei biancolesti?
«Io ho visto spesso e volentieri quest’anno la Lazio… produce, sviluppa sicuramente un buon gioco, però è evidente che a livello di finalizzazione quest’anno si fa un po’ più di fatica. Naturalmente adesso è arrivato un giocatore nuovo (Ratkov n.d.r.) ed è stato dato via Castellanos che comunque aveva fatto molto bene negli anni scorsi. Bisognerà vedere come e che impatto avrà questo nuovo attaccante».
Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dal batti e ribatti tra Claudio Lotito e Maurizio Sarri. Che idea ti sei fatto di questa vicenda?
«A me dispiace molto, anche perché io sono molto legato alla Lazio, nasco nella Lazio e nasco tifoso. Naturalemente mi dispiace molto vederla in difficoltà. Quindi io la vivo con un interesse di cuore e questo mi dà molto, molto dispiacere. È evidente che adesso in questa situazione la squadra potrebbe risentire della situazione riguardante Lotito e Sarri, e quindi i risultati in questo momento vengono a mancare. Il popolo laziale è molto, è molto deluso. Io spero che l’allenatore insieme alla società possano sovvertire questo tipo di momento che si sta vivendo adesso, però non sarà sicuramente facile».
Il calciomercato della Lazio si è aperto con le cessioni di Castellanos e Guendouzi e gli arrivi di Taylor e Ratkov. Come valuti le mosse del d.s. Fabiani?
«Bisognerebbe stare dentro per sapere quali dinamiche ci sono, che tipo di situazioni si sono venute a creare. È evidente che il malcontento comunque del popolo laziale c’è per i risultati, l’unica cura è farli. È naturale che adesso il mercato è ancora aperto e ci sono ancora 4-5 giorni per poter mettere dentro qualcosa. Io mi auguro che la Lazio possa mettere dentro dentro qualcosa per poter potenziare una squadra che a mio parere potrebbe assolutamente rientrare nella lotta per una classifica che conta. E’ naturale che se vanno via giocatori importanti andrebbero comunque sostituiti con altri altrettanto importanti. Io mi auguro che Romagnoli possa possa restare a Roma e che non sarà l’ennesimo addio di un di un giocatore che comunque è legato alla Lazio. Anche lui a questa squadra ci tiene in modo viscerale».
Sta diventando una telenovela quella che vede coinvolto Alessio Romagnoli, il quale è stato ad un passo dall’Al Sadd di Roberto Mancini. Quanto perderebbe la Lazio con una sua cessione?
«Io credo che la Lazio perda molto. Chi più di me può capire questo questo tipo di situazione. Io ho giocato nella Lazio essendo cresciuto da tifoso della Lazio, quindi la stessa cosa vale per Romagnoli. Credo che sia una una perdita – se lo sarà – notevole e mi auguro che possa restare. È evidente che insieme a lui dovrebbe arrivare qualche altro giocatore per alzare un po’ il livello dell’organico che non è un brutto organico, però è sicuramente stato depotenziato. Son state fatte delle cessioni e l’organico è stato indebolito, quindi andrebbe perlomeno rimpolpato di qualcosa per poterlo portare ad un livello accettabile. Questo per giocarsela con le squadre che contano e per la classifica che conta».
Sei cresciuto nel settore giovanile della Lazio, vincendo anche un campionato Primavera. Dopo alcuni prestiti hai avuto la tua possibilità di giocare con la prima squadra dei biancocelesti, cosa ricordi di quegli anni?
«Ricordo lo scudetto primavera che abbiamo vinto ed è stato un qualcosa di magnifico, però la la cosa più bella è quando indossi la maglia della prima squadra e fai gol allo stadio Olimpico. Essere sotto la curva la curva della Lazio per un ragazzo giovane, cresciuto nella Lazio, tifoso della Lazio, questo è il massimo che possa succedere. Sono emozioni importantissime e sei naturalmente nella squadra del tuo cuore. Riesci a raggiungere determinati obiettivi, determinati risultati: per un ragazzo che cresce nel tifo, che va in curva a tifare a tifare Lazio e poi si ritrova in prima squadra, credo sia il massimo che un giovane possa pretendere».
Inter, Napoli e Milan stanno animando la lotta per lo scudetto. Chivu, Conte e Allegri, tre tecnici dalla grande personalità seppur con carriere diverse. Dopo 22 giornate chi credi che vincerà il titolo?
INTER FAVORITA, MILAN PERICOLOSO – «In questo momento i numeri, ma anche il campo, propende per per i nerazzurri. L’Inter ha fatto un percorso notevole e ha comunque una rosa tra le migliori, se non la migliore, e ad oggi la vedo davanti a tutti. La vedo favorita per arrivare fino in fondo. È naturale che il Milan sta facendo anch’esso un grande percorso, non dimentichiamoci che c’è sempre la variabile Europa che il Milan non ce l’ha. Quindi può gestire meglio le risorse e può preparare bene le partite una settimana intera. Questo può essere un piccolo vantaggio rispetto alle altre squadre, mi riferisco sicuramente al Napoli, alla Roma, squadre che rientrano nel novero di quelle che lotteranno lì insieme alla Juventus».
OBIETTIVO JUVE: RIMANERE NELL’EUROPA CHE CONTA – «E’ già lì a lottarsela. ieri ha comunque vinto una partita importantissima, sta lì attaccata alla terza posizione, è ad un punto. Credo che la Juventus abbia tutte le armi e le qualità per poter lottare fino alla fine e per poter raggiungere l’obiettivo. A mio parere ad oggi deve essere quello di rimanere nell’Europa che conta, perché l’Inter mi sembra che comunque abbia troppi punti di distacco. Ad ora credo siano 10, recuperare 10 punti a una squadra come l’Inter è molto difficile».
Il Cagliari è reduce da due vittorie contro due squadre più quotate come Juventus e Fiorentina. Pensi che Pisacane possa conquistare una salvezza tranquilla?
«Credo che che per quello che ha fatto e che ha dimostrato fino ad ora il Cagliari, assolutamente sì. Poi bisognerà stare sempre allerta perché il campionato di Serie A, lo sappiamo, è un campionato con mille ostacoli e trappole. Il Cagliari però, soprattutto dopo le ultime due vittorie, credo possa comunque ambire a una salvezza serena e tranquilla. Questo togliendosi comunque altre soddisfazioni e navigando sempre in una posizione serena».
LUPERTO – «Gli dicevo di mangiare il pollo con le mani (ride, n.d.r.). Sono soddisfazioni quando i ragazzi che hai avuto arrivano a determinati livelli, riescono ad affermarsi e continuano a fare bene. Poi dopo con Sebastiano abbiamo continuato ad avere un rapporto veramente stretto, abbiamo fatto due/tre anni veramente importanti assieme (nella primavera del Napoli n.d.r.). Lui dopo è andato subito in prima squadra e ha fatto veramente un bel percorso».
Si ringrazia Giampaolo Saurini per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista
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