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Sarri sprona la squadra: «Non voglio vedere quella paura negli occhi! Facciamo vedere chi siamo»

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha spronato la Lazio a due giorni dall’importantissima finale di Coppa Italia contro l’Inter
Il clima a Formello si scalda in vista dell’appuntamento più importante dell’anno. Dopo il pesante passo falso in campionato, la Lazio si prepara a sfidare nuovamente l’Inter mercoledì notte all’Olimpico, stavolta con il trofeo della Coppa Italia in palio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Maurizio Sarri ha voluto scuotere l’ambiente con un discorso carico di emotività e determinazione.
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Sarri scuote la squadra dopo il KO
Il tecnico toscano non ha usato giri di parole per analizzare la recente sconfitta contro i nerazzurri. Sarri scuote la squadra puntando il dito contro un approccio definito “moscio”, che ha condannato i biancocelesti a una serata di sofferenza. “Ci siamo fatti male da soli”, avrebbe confessato l’allenatore al gruppo, chiedendo un’immediata inversione di rotta mentale per evitare che le scorie del weekend condizionino l’atto finale.
Niente paura: così Sarri scuote la squadra
L’obiettivo primario del “Comandante” è eliminare i timori reverenziali. Nel cuore del suo discorso a Formello, Sarri scuote la squadra esigendo coraggio: l’ordine è quello di non mostrare mai più paura negli occhi di fronte agli “alieni” di Chivu. La convinzione del tecnico è che, con la giusta predisposizione mentale, i suoi ragazzi abbiano già dimostrato di poter superare ogni ostacolo.
L’orgoglio biancoceleste mentre Sarri scuote la squadra
«Ci siamo fatti male da soli con quell’approccio moscio, ma non deve restare nessuna scoria. Sarà un’altra partita. Non voglio mai più vedere quella paura negli occhi, con la testa abbiamo dimostrato di poter fare tutto. Abbiamo lottato una stagione, facciamo vedere davvero chi siamo» è il messaggio di Sarri per scuotre la squadra. L’impatto con lo spazio nerazzurro dovrà essere di fuoco: la finale non è solo una partita, ma l’occasione per incendiare l’Olimpico e toccare il paradiso sportivo.