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Lazio, Marchegiani: «Lo scudetto giorno indimenticabile. Lotito mi corteggiò»

Lavinia Labella

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L’ex portiere storico della Lazio, Luca Marchegiani, si è raccontato in una lunga intervista per le colonne del Corriere dello Sport

In un lunga intervista per il Corriere dello Sport, Luca Marchegiani si è raccontato. Dalla vittoria dello Scudetto con la Lazio all’analisi della squadra di Inzaghi: ecco le sue parole.

INZAGHI – «Questa Lazio è molto vicino a quello che fu il Napoli di Sarri. Giocano un calcio molto simile, si divertono, e non hanno l’obbligo di vincere a tutti i costi. Non si lasciano travolgere dalle pressione, anzi la sfruttano a loro vantaggio. Inzaghi ha il controllo totale della squadra in ogni aspetto, in campo e fuori dal campo. Non ho trovato un solo difetto nel suo lavoro in questi anni».

SCUDETTO – «Il giorno dello scudetto resterà indimenticabile per come è avvenuto. Porterò sempre con me il ricordo dello stadio pieno e poi dopo la fine di Perugia-Juventus tutti i tifosi sul prato. Un’immagine meravigliosa. Spesso si è paragonato la squadra di Maestrelli a quella di Eriksson. Due rose molto forti, ma diverse tra loro. Come spirito di squadra ci avrebbero battuto in una gara secca, ma come qualità di rosa no».

CORSA AL TITOLO «La Lazio ha un vantaggio sulla Juve: i giocatori biancocelesti hanno trascorso la quarantena con un solo obiettivo in testa, quello della ripresa. Non credo che nella testa dei bianconeri ci sia lo stesso chiodo fisso. La Lazio è stata la più penalizzata dallo stop».

STRAKOSHA«Simone Inzaghi è un grande conoscitore di calcio. Da attaccante era un finalizzatore, da tecnico ha sviluppato la visione d’insieme. Non ha difetti, ha il controllo totale della squadra. Strakosha è un portiere forte, fa sempre la parata importante quando serve. Può, però, far sentire maggiormente il suo peso alla squadra come presenza e comunicazione. A volte è troppo silenzioso, pur rimanendo efficace e decisivo».

LOTITO – «Mi voleva tirare dentro, mi corteggiò. Mi proponeva un ruolo dirigenziale. Avevo cominciato da poco il lavoro in tv, mi divertiva, non ho rimpianti».

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