
Gila Lazio, per il rinnovo del difensore spagnolo la dirigenza chiede pazienza fino al 2026, ma il rischio è che cresca il suo malumore
La Lazio si trova di fronte a una complessa sfida: motivare i suoi calciatori chiave in un contesto di mercato bloccato e impossibilità di riconoscere adeguamenti salariali. Come riportato dal Corriere dello Sport, Mario Gila è uno dei big che sta subendo maggiormente le conseguenze di questa situazione. Nonostante il suo valore in crescita e l’aumento di stipendio a 1,1 milioni di euro quest’anno, non è possibile riconoscergli un adeguamento all’altezza delle offerte ricevute o del suo valore dimostrato. Lo stesso vale per Alessio Romagnoli, che pure guadagna 2,8 milioni più bonus e attende un premio. Questi calciatori, e con loro tutti quelli in attesa di riconoscimenti economici, sono costretti ad attendere tempi migliori, con la società che può impegnarsi solo con decorrenza 2026.
I rigidi calcoli per rientrare sotto la soglia dell’80% tra costo allargato del lavoro e ricavi (che include commissioni e ammortamenti) non lasciano spazio a soluzioni immediate. Maurizio Sarri considera Gila e Romagnoli una “coppia di ferro” in difesa, apprezzandone la crescita, le doti atletiche e tecniche. Tuttavia, la sua gestione della spericolatezza di Gila palla al piede differisce da quella di Baroni, richiedendo maggiore disciplina. La gestione del malumore di Gila, che sognava un salto in Premier o un ritorno in Liga e si trova blindato senza un adeguato riconoscimento, spetta ora alla società. Sarà cruciale un colloquio con il giocatore e il suo manager Camano. Il presidente Lotito ha promesso di tenere tutti i big e dovrà andare alla loro “riconquista”, riconoscendo premi sicuri e accordi verbali da trasformare in contratti non appena i blocchi saranno rimossi, in un tentativo di riacquistare la fiducia dei suoi giocatori chiave. La speranza è che il malumore dello spagnolo diminuisca con l’inizio del lavoro sul campo, ma l’estate è lunga e nuove offerte potrebbero sempre arrivare, mettendo a rischio la stabilità della difesa biancoceleste.