Capriotti (Cm.com): «Luis Alberto titolare? E’ un attestato di stima. Il Milan non è di certo una ‘big’…» – ESCLUSIVA

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ESCLUSIVA LN24 – E’ intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Luca Capriotti, giornalista presso Fox Sports e Calciomercato.com

Finalmente è arrivata la sosta relativa alle Nazionali. Dalle parti di Formello in molti sono partiti per rispondere alle chiamate dei rispettivi Paesi, mentre chi è rimasto lavora duramente seguendo gli ordini di mister Inzaghi. Per fare il punto della situazione in casa Lazio, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Lazionews24.com Luca Capriotti, giornalista sportivo presso Fox Sports e Calciomercato.com. Ecco le sue parole.

Con il Sassuolo è partito titolare Luis Alberto, che Inzaghi vuole recuperare a tutti i costi, e quando lo spagnolo è stato sostituito da Correa quest’ultimo ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore devastante e di meritare la titolarità…

«Credo che Inzaghi debba avere come obiettivo fondamentale per la stagione della Lazio il recupero totale di Luis Alberto e Milinkovic. In quest’ottica, dargli la maglia da titolare è un ulteriore attestato di stima e fiducia nonostante tutto. Lo spagnolo ha risposto: è entrato in maniera importante nell’azione del gol, suo è stato l’assist per il palo di Immobile… Correa ad oggi è più in forma: ha strappo, dribbling, ma a volte rischia di essere un po’ evanescente. Bisogna considerare che entra in momenti della partita in cui può fare la differenza: fino ad ora ha dimostrato di avere la capacità di farsi trovare pronto. Ma non è detto che basti per diventare titolare. Io credo che nemmeno lo stesso Correa sappia quanto può essere forte».

Parolo in una settimana è andato in gol per ben tre volte (Spal, Marsiglia e Sassuolo); lo scorso anno Milinkovic-Savic andava in rete spesso, ma fortunatamente quest’anno l’ex Parma sta sostituendo il serbo nel migliore dei modi per quanto riguarda la vena realizzativa…

«A Parolo andrebbe fatta una statua. Non tanto per i gol, ma per la corsa e il cuore che mette in ogni partita. Segna, ma ha sempre segnato, ha nell’inserimento una delle sue capacità migliori. Milinkovic nell’architettura di gioco della Lazio e per la qualità pazzesca che ha è insostituibile. Solo l’ex Genk può sostituire se stesso, e ci sono segnali importanti del suo risveglio dal letargo».

Domenica 25 ci sarà il Milan all’Olimpico, i tre punti permetterebbero alla Lazio di vincere finalmente contro una ‘big’…

«Non credo che il Milan sia, ad oggi, una ‘big’. Lo dico subito, perché è giusto sottolinearlo. Le cosiddette grandi di questo campionato sono altre. Il Milan è un progetto che è nato male, finito peggio con Yonghong Li, ma che ora ha dietro un gruppo fortissimo, il fondo Elliott, determinato a legare il suo nome a vittorie. Vogliono restituire il brand rossonero al successo che merita, ma stanno appena mettendo le basi. La Lazio deve battere i lombardi perché potrebbe rientrare in corsa Champions con una vittoria, potrebbe trovare motivazioni insperate che ora non ha. In casa i biancocelesti devono provare a battere tutti, ‘big’ comprese. Ma il Milan non lo è. Per la Lazio deve essere l’ulteriore tassello della costruzione di un gruppo e di una squadra diversa dallo scorso anno, ma comunque competitiva, se riesce a seguire la traccia appena abbozzata».

Qualche indiscrezione sul mercato biancoceleste…

«A gennaio, si sa, Tare va in letargo di solito, come i grandi orsi. Ma come Milinkovic, anche lui forse potrebbe risvegliarsi: a destra la Lazio deve fare le sue valutazioni, ma un innesto e una valida alternativa a Marusic (meglio ancora un titolare) va acquistata. Lazzari mi sembra un profilo adatto: brillante, già pronto, costante, è un acquisto che a gennaio ci sta. Magari inserendo qualche contropartita. Poi Tare ha in mente un big per l’estate prossima, e un giovane almeno di belle speranze alla Keita, capace di far innamorare i tifosi. Bisogna tenere conto di una cosa: nel girone di ritorno la Lazio potrebbe aver completato il processo di recupero di Luis Alberto e Milinkovic, e sarebbero due grandi acquisti. Senza contare che le potenzialità di alcuni giocatori, vedi Berisha, sono ancora appena appena abbozzate. La Lazio ha le sue carte nascoste, al momento opportuno tirarle sul tavolo può fare tutta la differenza del mondo», conclude Capriotti.

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