Quella rosa corta ed il rischio di appiattirsi nella mediocrità…

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Rosa corta e ricambi non di qualità. Ecco perchè la Lazio rischia seriamente di accontentarsi e di appiattirsi, se non imprime finalmente una svolta al suo modo di operare sul mercato

Il match perso all’Olimpico contro il Napoli, ha confermato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, un dato incontrovertibile, inoppugnabile: il gap che separa la Lazio dal terzetto di testa, è ancora troppo ampio per poter sperare di lottare per un posto in Champions League. Per quanto la stagione dei biancocelesti sia stata sin qui nettamente superiore alle aspettative, la dimensione reale di questa squadra, è, al momento, la stessa degli ultimi anni; un quarto-quinto posto con annessa partecipazione all’Europa League. Il motivo, è del resto, lapalissiano. Dopo aver dato  praticamente tutto nell’ultimo mese, i ragazzi di Inzaghi sono giunti letteralmente spompati sia mentalmente che fisicamente, nella fase cruciale del campionato. Inevitabile, se si compara numericamente e qualitativamente questa rosa, a quelle di Juventus, Roma e Napoli. Basta che manchi uno dei perni fondamentali dell’undici titolare (come è accaduto domenica sera con Biglia e De Vrij), per diminuire la probabilità di potersi giocare un match dall’alto quoziente di difficoltà, ad armi pari. Affrontare i partenopei con Wallace e Murgia, non è proprio la stessa cosa e se a ciò si aggiunge la stanchezza di calciatori che stanno tirando ormai la carretta da inizio stagione (Parolo ed Immobile, soprattutto), l’impresa diventa quasi impossibile.

I due calciatori della Nazionale, sono difatti gli stakanovisti del gruppo: 2825 minuti giocati per il metronomo, 2800 per l’attaccante originario di Torre Annunziata. Seguono Felipe Anderson con 2569, Milinkovic (2350),  Radu (2271), Lulic (2258), De Vrij (2014), Basta (1912), Biglia (1867) e Marchetti con 1578. Proprio per la carenza di una valida alternativa in attacco, il centravanti ex Torino, nonostante la non perfetta condizione fisica, è stato costretto stringere i denti per scendere in campo, rischiando anche di infortunarsi seriamente, considerato che quando viene chiamato in causa, si fa sempre in quattro, correndo in qualsiasi zona del campo. Cosa vogliamo dire  con questo? Che la Lazio, è arrivata ad un crocevia importante: accontentarsi di appiattirsi o scegliere di fare il definitivo salto di qualità? In effetti, sarebbe ora di cominciarci seriamente a pensare… e una delle ricette giuste in tal senso, sarebbe quella di non privarsi dei suoi uomini migliori e  contemporaneamente provare ad allungare la rosa con calciatori, anche giovani ma che siano di qualità. Un pò, per intenderci, come ha fatto il Napoli con i vari Rog, Diawara e Zielinsky. Ecco, proprio quello sarebbe un modello a cui ispirarsi per provare a ritornare ad essere una grande del calcio italiano e svestire così i panni di eterna incompiuta.