Lulic-Rudiger, l’avv. Gentile: «Ancora nessuna notifica al giocatore». E sul rinnovo di Keita…

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AGGIORNAMENTO ORE 21:33 – L’avvocato Gentile ha poi aggiunto ai microfoni di Radio Incontro Olympia: «Strootman? Bisogna vedere come sarà motivata la decisione del Giudice Sportivo. L’arbitro ha visto l’episodio, l’ha sanzionato e la prova televisiva non è ammessa per contestare la decisione dell’arbitro. La sua decisione è insindacabile. La verità è che si continua a dare peso alla decisione dell’arbitro, perché il campionato deve andare in un certo modo, le esigenze della Serie A sono quelle. I risultati devono essere certi. Così stanno le cose. Serve la moviola in campo, così le ingiustizie non ci saranno più. L’errore dell’arbitro però non è insindacabile, e quindi si deve valutare diversamente. Bisogna cambiare le norme anche per mettere in condizione l’arbitro di non sbagliare. Questa discrezionalità degli arbitri sembra avere un secondo fine. Lo sbaglio è stato fatto prima, perché non si è accorto della simulazione dell’olandese. Se l’avesse vista sarebbe stato espulso. Lo ha ammonito per l’acqua lanciata a Cataldi, che poi è stato espulso dopo la reazione. L’arbitro ha sbagliato nelle decisioni prese. La situazione Zarate? E’ passato tanto tempo, abbiamo fatto ricorso ma la Lazio non ha preso soldi. Zarate era un bambino capriccioso e sportivamente un bandito, si è rovinato a causa del suo comportamento. La giustizia sportiva europea ha dei criteri diversi da quelli nostri. Hanno stabilito così ma non è finita, noi vogliamo un risarcimento. I rinnovi? L’atmosfera è serena e tranquilla. La situazione di Keita è frizzante. Ogni tanto qualcuno fa qualche capriccio, anche per colpa dei procuratori, ci vuole pazienza sono ragazzi. Lotito dice: “Morto un Papa se ne fa un altro”, e ha ragione».

Si allungano i tempi per la decisione in merito al probabile deferimento di Senad Lulic, il giocatore bosniaco su cui la procura federale sta indagando a causa della frase rivolta ad Antonio Rudiger nel dopo derby di domenica scorsa “Ora fa il fenomeno, due anni fa vendeva calzini e cinture a Stoccarda”. Contattato da Lazio Family, l’avvocato del club biancoceleste, Gian Michele Gentile, ha fatto il punto della situazione. «Al giocatore non è stato notificato alcun atto, quindi non sappiamo ancora se e su quale violazione sarà deferito – spiega – L’iter processuale prevede che la Procura svolga le sue indagini, nel caso di Lulic si stratta anche di acquisire immagini televisive e altra documentazione. Se il procuratore federale, Giuseppe Pecoraro, decidesse di non archiviare (come da articolo 32 ter comma 4 del codice di giustizia sportiva, ndr)), almeno 20 giorni prima della chiusura indagini, lo stesso dovrà informare l’interessato della intenzione di procedere al deferimento e gli elementi che la giustificano, assegnandogli un termine per chiedere di essere sentito o per presentare una memoria – continua il legale – Poiché non siamo ancora in questa fase, per capire da cosa potrebbe difendersi Lulic potremmo aspettare fino a poco prima di Natale». Tempi lunghi quindi perché la procedura, in realtà, consentirebbe al giocatore, previa intesa col Procuratore Federale, anche di patteggiare una sanzione durante le indagini stesse prima che il deferimento venga formalizzato, come da articolo 32 sexies del CGS, la cosiddetta “Applicazione di sanzioni su richiesta e senza incolpazione”. «Oltre a questa possibilità – continua Gentile – va ricordato come, in casi di deferimento, alla difesa va dato un tempo congruo per sostenere il dibattimento nella prima udienza». Per completare l’arco delle possibilità, giova ricordare che anche prima dello svolgimento della prima udienza innanzi al Tribunale federale, in base all’articolo 23 del CGS, Applicazione di sanzioni su richiesta delle parti, deferito e procura possono raggiungere un’intesa per chiedere all’organo giudicante l’applicazione di una sanzione ridotta, indicandone le specie e la misura. Infine, esaurito il I grado davanti al Tribunale Federale, l’eventuale ricorso avverrebbe davanti ai giudici della Corte Federale di Appello. 

Fonte: Gianluca La Penna – laziofamily 

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