Inzaghi: due anni da condottiero, una vita in biancoceleste. Tanti auguri ‘mister Lazialità’ – VIDEO

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Mister Simone Inzaghi spegne quest’oggi 42 candeline. Qui un nostro pezzo per celebrare i due anni sulla panchina della Lazio ed il suo compleanno

Sono passati già due anni da quando Simone Inzaghi si è seduto sulla panchina della Lazio dei ‘grandi’. La mente offuscata da tanti pensieri. La preoccupazione di essere all’altezza di un ruolo così importante, la voglia di far bene, di portare in alto la Lazio. La sua Lazio. Sì, perchè Simone si considera ormai un tifoso biancoceleste. Aveva 22 anni quando ha indossato per la prima volta l’Aquila sul petto. Tante presenze collezionate, tanti gol siglati. Poi, quando la sua avventura nella Capitale sembrava essersi conclusa, Simone tira fuori il coniglio dal cilindro e si riscopre allenatore. E che allenatore. Dal 2010 al 2016 cresce i piccoli di Formello mettendosi alla guida prima degli Allievi, poi della Primavera, fino ad arrivare alla prima squadra appena viene esonerato Stefano Pioli. Quando si conclude la stagione, Simone è ad un passo dal lasciare Roma per approdare alla Salernitana. Il destino, però, ha in mente per lui altri piani.

IL DESTINO‘El Loco’ Bielsa fuori, Inzaghi dentro. Arrivato tra i mormorii di una piazza delusa dal mancato arrivo del ben più blasonato ex allenatore del Marsiglia, Simone si mette a lavoro. Le sfide sono sempre state per lui pane quotidiano. Questa, però, è ben più ardua: un popolo da riconquistare, una squadra da rilanciare, una fede da onorare. Il successo, onestamente insperato all’inizio, arriva. Un trionfo dilagante, emozionante e romantico. I risultati di chi ci ha sempre creduto, che nonostante tutto, non ha mai mollato. L’avventura di Inzaghi sulla panchina della prima squadra della Capitale si riempie di soddisfazioni. La voce puntualmente persa al termine di ogni partita, le esultanze e le cadute: Inzaghi si riprende la Lazio.

OBIETTIVO CHAMPIONS – A suon di record raggiunti, Simone si è conquistato un posto insieme a coloro che hanno fatto grande la Lazio. Artefice di una brillante stagione, potrebbe regalare al popolo capitolino la possibilità di tornare nell’Europa che conta. Ogni vero tifoso, però, lo sa: in tutti i casi sarà una vittoria. E adesso guardatelo. In campo non lo vedrete mai seduto, bensì sempre al di là dell’area di competenza. Potrete ammirarlo mentre abbraccia i suoi ragazzi, anche dopo le sconfitte più cocenti. Lo sentirete difendere la Lazio a spada tratta ed emozionarsi quando parla del filo che l’ha sempre legato ai colori biancocelesti. Vi strapperanno un sorriso le sue pazze esultanze. Perché, dopotutto, vi rivredete in lui. Il motivo del suo successo? Simone è un laziale vero, romantico e un po’ folle. Proprio come noi. Auguri ‘mister Lazialità’.

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