Lotito a ‘Di Padre in Figlio’: «Soltanto uniti si vince, capisco che tante persone non ci credono…»

Lotito
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‘Di Padre in Figlio’, il presidente Claudio Lotito parla da bordo campo durante la grande festa del mondo Lazio

Alla grande festa ‘Di Padre in Figlio‘ non manca il presidente della Lazio, Claudio Lotito.

AGGIORNAMENTO 22.55 – Claudio Lotito è poi intervenuto nuovamente ai microfoni di Lazio Style Channel. Interpellato da Pino Insegno, il quale ha interrotto per qualche momento l’intervista richiamando una parte di pubblico che lo fischiava, il presidente ha dichiarato: «Grazie a tutti voi se oggi siamo qui, noi vogliamo fare qualcosa di serio e importante. Soltanto uniti si vince. Capisco che ancora abbiamo tante persone che non credono, riscontro però che sono diventate un numero esiguo rispetto alla stragrande maggioranza delle persone che oggi è qui a festeggiare la nostra storia e il nostro futuro. Voi rappresentate un valore aggiunto e il nostro futuro, rappresentate l’aquila, la libertà di decidere il nostro futuro. C’è la possibilità di raggiungere traguardi importanti. Adesso spero che ognuno di noi si renda conto di quanto sia importante il ruolo di ciascuno per raggiungere certi traguardi. Ci vuole soprattutto la vostra presenza e passione, mi auguro che a partire dal prossimo campionato si possano rivedere i 70mila spettatori dell’ultima partita».

Lotito a Lazio Style Channel

«Noi abbiamo messo in campo un’azione volta a tutelare un patrimonio storico e sportivo fatto di passioni, valori. Essere laziali è un modo di vita, i laziali li ritrovi sempre nei momenti di difficoltà. Questo è un patrimonio che va valorizzato e soprattutto non tradito. Anche con la tv, la radio, i negozi,  per far capire che essere laziali significa essere diversi e con un orgoglio come nostro simbolo dell’aquila» le parole rilasciate a Lazio Style Channel. Lotito ha poi proseguito: «Io ho cercato di tramandare questi valori con un’organizzazione da tutti riconosciuta. Gli altri vengono da noi a chiedere, qui hanno trovato il padrone. Dobbiamo essere rispettati per i nostri oltre 100 anni di storia. La grande soddisfazione è aver riportato 70mila spettatori allo stadio nelle ultime partite, siamo tornati un punto di riferimento per il calcio nazionale e internazionale, con merito, sacrificio e forza di gruppo. Vogliamo tornare nel posto che ci compete a livello internazionale. Noi riteniamo che bisogna costruire la casa sulla roccia e non sulla sabbia, valori da tramandare ai più giovani. Che il club sia forte, solido e inattaccabile. Vogliamo sempre coniugare il risultato sportivo con quello economico».

Lotito a Radiosei

«La nostra è una società forte, solida che nel tempo può ambire a raggiungere grossi traguardi sportivi per dare soddisfazioni ai propri tifosi. La gente vuole tutto e subito. Io anni fa ho detto che volevo costruire un club forte economicamente e adesso lo siamo. La nostra è una società che è proiettata al futuro, che ha la forza di decidere il proprio destino. Anni fa questo era un club che andava sempre a chiedere e chi si avvicinava se ne approfittava. Oggi c’è un padrone, inteso come tifosi, che non consente a nessuno di prevaricare. Attraverso la società, la squadra e i tifosi siamo non solo un orgoglio Nazionale ma anche Internazionale. La tifoseria è un valore aggiunto per la nostra società. Milinkovic? Ricordatevi sempre che il mondo non dipende da giocatori, allenatori e presidenti. Se andrà via un giocatore sarà rimpiazzata con uno più forte. Come abbiamo dimostrato negli anni, noi non rincorriamo il nome ma la qualità del giocatore. Gli uomini che sposano il progetto Lazio, che hanno le potenzialità per incarnarle. Guardate Leiva, quando Biglia è andato via ho ricevuto delle critiche ed io ho sempre predicato calma. Perchè già stavamo lavorando per sostituirlo. Il potenziamento non passa attraverso il nome ma dal progetto, dall’organizzazione e da un gruppo che deve essere unito. Perchè si vince sempre tutti insieme: attraverso l’apporto dei tifosi, della società e della squadra. Da soli non si va da nessuna parte. Stadio? Guardando quello che sta succedendo e la situazione del comune di Roma, so che si possono creare delle condizioni favorevoli per lo sviluppo del progetto. Dobbiamo essere padroni di decidere chi fare entrare a casa nostra, perché ancora oggi siamo schiavi di una gestione che impedisce alla nostra gente di poter esprimere tutto il loro sentimento nel rispetto delle regole. Questo perché ci portiamo dietro il retaggio di una nomea che oggi è stato smentita dai fatti, perché questo evento dimostra che il pubblico può tifare la propria squadra del cuore in modo corretto e nel rispetto di tutti».