Hanno Detto
Fiore: «Il calcio è dei tifosi, dispiace vedere l’Olimpico vuoto! Taylor? Si sono intraviste alcune cose buone»

Stefano Fiore, ex giocatore della Lazio, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla squadra allenata dal tecnico Maurizio Sarri: le sue parole
La Lazio vive uno dei momenti più delicati degli ultimi anni e il dibattito attorno alla società e alla squadra continua ad alimentarsi. A intervenire sulla situazione biancoceleste è stato Stefano Fiore, ex centrocampista biancoceleste, che ai microfoni di Radio Sei ha commentato con lucidità il periodo che sta attraversando la formazione guidata da Maurizio Sarri. Le sue parole:
OLIMPICO VUOTO – «E’ un grande dispiacere questo momento della Lazio e lo dico al di là del fatto che quello che accade mi tocca da vicino visto i miei trascorsi a Roma. E’ una situazione da cui nessuno ne esce bene, si è arrivati al gesto estremo di andare anche contro i propri ideali di amore ed appartenenza. E’ anche una brutta cosa in generale per il calcio. E’ uno sport che appartiene ai tifosi e quando si vede uno stadio così vuoto dispiace. Se si è arrivati a questo punto, evidentemente, significa che i limiti sono stati superati, non solo raggiunti».
ANNI DI FIORE ALLA LAZIO E PROGETTO DELLA LAZIO – «Nei miei anni alla Lazio abbiamo vissuto anche il passaggio non semplice da Cragnotti e Lotito. Ci sono state delle difficoltà ed un ridimensionamento, ma era comunque una squadra che ha mantenuto un livello medio-alto. Non riconduco quei miei anni a questi. Questa è una situazione diversa. Lotito ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dei conti. Almeno fino a quando c’è stato Simone Inzaghi, la squadra si è mantenuta ad un livello alto. Soprattutto dava la sensazione che ci fosse un progetto di un certo tipo. Oggi, ciò che più rammarica, è che il progetto non si intravede. Almeno io non riesco a farlo, poi magari alla fine avrà ragione lui».
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SARRI E TAYLOR – «Sarri? Secondo me fino ad ora è stato bravissimo. E’ riuscito ad essere l’anello di congiuzione, l’ancora a cui tutti si stanno aggrappando. Sempre parlando chiaro e non cercando mai alibi. Con il suo lavoro ed i suoi comportamenti è riuscito a compattare, per quanto possibile, l’ambiente. Il mercato di gennaio avrebbe potuto rompere il giocattolo, almeno ora la squadra riesce a navigare a vista. La cosa complicata è che bisogna arrivare alla fine nella maniera giusta. Non credo che tecnico e giocatori molleranno la presa, ma lavorare in serenità è un’altra cosa. Taylor? Si è visto poco, ma i tratti e le caratteristiche si intravedo. Credo sia un buon profilo, si vede che sa stare in campo e riesce già a muoversi nei meccanismi del mister. Un giocatore bravo in entrambe le fasi».
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