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2013

Brocchi mette in guardia la Lazio: “Il 26 maggio può rivelarsi fatale. Uomini derby? Hernanes e Klose”

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Cristian Brocchi non ha potuto giocare quella tanto attesa finale di Coppa Italia del 26 maggio, contro gli eterni rivali. Proprio due settimane prima, a seguito di un infortunio, è arrivata la decisione di lasciare il calcio giocato. Ora, da allenatore degli Allievi Regionali del Milan, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, pensa ancora alla sua Lazio e la mette in guardia dal non pensare più al 26 maggio, perché potrebbe rivelarsi fatale. Parole da vero mister, che incitano a guardare avanti e a considerare preistoria quella data tanto acclamata dal popolo biancoceleste. Queste le sue parole:

Cosa si prova a stare dall’altra parte? 

“Emozionante, davvero. Anche se certe volte vorresti entrare in campo, e farglielo vedere lì quello che vorresti che facessero. Per molte cose mi sento ancora giocatore. Anche perché senza quell’infortunio non avrei smesso: ho 37 anni, ma mi divertivo, e riuscivo ancora a tenere testa a ragazzi molto più giovani di me. Non mi ero posto un limite: il fisico reggeva bene, sarei andato avanti”.

Con la Lazio.

“Certo, con la Lazio. In Italia non mi sarei visto con nessun’altra maglia addosso. Avrei voluto andare avanti e chiudere con loro, per quello che mi hanno dato, e per il rapporto fortissimo che si era venuto a creare con tutti. A queste cose ci tengo, non mi interessava andarmene all’estero, volevo chiudere lì. Certo, magari avrei preferito farlo tra un anno o due…”.

Un giudizio sulla Lazio di quest’anno.

“Buona. È una squadra ben strutturata, con innesti che hanno portato molto sul piano tecnico, e della personalità. Biglia è un giocatore molto, molto forte, che può dare quello che è mancato ultimamente”.

Però la stagione è iniziata con la doppia sconfitta con la Juventus.

“Sicuramente i miei ex compagni stanno pagando il troppo entusiasmo intorno alla vittoria con la Roma in Coppa Italia. E devono essere bravi a non pensare di essere più forti di quanto siano in realtà. Vincere può essere un boomerang, come capitò a noi quando alzammo la Supercoppa a Pechino, e poi in campionato rischiammo grosso. Ma hanno tutto il tempo per rimettersi in carreggiata, a partire proprio dal derby. La partita col Chievo l’ho vista, non avevo dubbi che sarebbe arrivata un’ottima prestazione. La Lazio non ha mai problemi a rialzarsi nelle difficoltà, ne ha molte di più a gestire i momenti positivi”.

E il derby di domenica? “È una partita in cui la testa conta più delle gambe: oltre a Candreva e Biglia per la Lazio saranno decisivi i soliti Klose ed Hernanes, che non sentiranno la pressione”.

Il tedesco però ha 35 anni: i tifosi invocavano un attaccante in grado di dargli il cambio.

“Non entro nel merito, sono cose della società… Già, anche in questo, sono ancora calciatore”.

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