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Baggio si racconta: «Non seguo più tanto il calcio. Sul rigore del ’94 e il Mondiale in Corea…»

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Roberto Baggio si racconta a “Vite – L’arte del possibile”: le dichiarazioni dell’ex Divin Codino a Giuseppe De Bellis

Roberto Baggio rompe il silenzio. L’ex Divin Codino, tra i simboli del calcio italiano anni ’90, si racconta a Sky TG 24 nel format “Vite – L’arte del possibile” di Giuseppe De Bellis.

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MONDIALE 1994 – Venivo da un anno importante dove avevo vinto il pallone d’oro, c’era grande attesa. Purtroppo però le responsabilità di quel momento, l’attesa che c’è diventa un muro quasi invalicabile. Nelle prime gare volevo fare ma non ci riuscivo.

INFORTUNIO – Se potevo dare 5 davo 5, ma ho sempre dato tutto, sapendo che i rischi erano alti. Ovviamente il ginocchio mi ha segnato la vita di calciatore e anche di persona. Non riesco a fare ora tante cose. Ma la mia forza mentale mi faceva mettere la mia passione davanti a tutto, la sognavo.

MONDIALE 2002 – Una ferita e come tutte magari non si cicatrizza. Quel Mondiale era magari un atto per quello che avevo dato alla maglia azzurra. Aver fatto parte di quella Nazionale sarebbe stato qualcosa, se giocavo o non giocavo era un’altra storia. Ma meritavo quel Mondiale ed andare nella terra del mio maestro, la cosa a cui tenevo di più.

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