
Zaccagni Lazio, ecco cos’è che ha fatto infuriare l’agente Giuffredi. Il retroscena che si cela dietro le dichiarazioni del procuratore
Il Corriere dello Sport prova a far chiarezza sullo sfogo, poi ritrattato, dell’agente di Zaccagni Mario Giuffredi.
Questa la ricostruzione alla base dell’ira del procuratore: Giuffredi era stato ricevuto da Lotito il 23 luglio nel ritiro di Auronzo. L’agente aveva assistito all’amichevole tra Lazio e Triestina. Al termine della partita presidente e procuratore avevano raggiunto a piedi l’hotel Auronzo. Avevano cenato insieme. Da quella cena, protratta fino a notte, si era usciti con una distanza economica tra domanda e offerta, minore rispetto alle prime negoziazioni. Lotito era partito basso nei mesi precedenti, si era spinto fino ad offrire 3 milioni netti più bonus. La richiesta era di 3,5 milioni. La distaza sembrava colmabile. Giuffredi è esploso perché da quella sera Lotito,a suo dire, è sparito. L’agente e il giocatore s’aspettavano una convocazione ad inizio settembre, soprattutto dopo il rinnovo di Luis Alberto. C’è stato il mercato, poi Lotito è partito per Cortina, è rientrato nei primi giorni di settembre. Zaccagni è andato in Nazionale. «Otto mesi dietro Lotito», era stata una delle prime accuse di Giuffredi. La precisazione è sicuramente nata dopo un contatto. Giuffredi sarà all’Olimpico martedì per Lazio-Atletico, ha teso la mano. Ora sta a Lotito decidere se lasciarlo in attesa o meno. Conviene anche al presidente chiudere.