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Milan-Lazio: insulti, Var e offese. Il calcio è tutta un’altra storia…

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Milan-Lazio, tanti episodi che fanno male al calcio italiano

Milan-Lazio – Come non si possono dedicare due parole al match di San Siro? Anzi della partita si può dire poco o niente, anche perché il tutto può essere riassunto in una frase: «Storia di una morte annunciata». Eh si, una morte annunciata. Una sconfitta così è difficile da digerire, ma sono altre le cose che fanno veramente male ad un tifoso. Non fischiare rigore su Milinkovic, significa che il Var continua ad essere una presa in giro per tutto il calcio italiano. Certo, la Lazio ha dimostrato ancora una volta di non essere pronta per il grande salto, ma questo non significa che va favorita un’altra squadra. Perché l’arbitraggio di Rocchi (almeno per noi ignoranti) esprimeva un senso di paura e poca lucidità. La Lazio al termine del match ci ha provato a dire la sua. Davanti alle telecamere si è presentato solo il ds Tare, ma ancora una volta le sue parole non sono state neanche minimamente prese in considerazione. Forse è anche normale, se come opinionista ci metti un ex giocatore del Milan che 10 minuti prima era in tribuna d’onore ad esultare al gol di Kessiè. “Ha toccato prima il pallone”, “ha sfiorato il pallone”, “Questo non è rigore, ma è netto quello su Musacchio”. Per i tifosi della Lazio oltre il danno anche la beffa: non ammettere il fallo di Rodriguez su Milinkovic, forse è la sconfitta più grande per tutti quelli che amano veramente il calcio.

E pensare che il rigore non fischiato a Milinkovic è stata solo la scintilla di una serata amara per il calcio italiano. Quello che fa più male è vedere un giocatore come Francesco Acerbi preso per il c**o da due cretini. Quei cretini che un’ora dopo (obbligati dalla società) hanno pubblicato delle scuse ancora più ridicole. Eh si, perché loro a differenza di Acerbi non hanno le palle. Un giocatore e un uomo che in questi anni ha combattuto dentro e fuori dal campo, e che ha voluto rispettare i suoi avversari nonostante una sconfitta pesante e immeritata. Purtroppo il risultato non è stato quello sperato, e alla fine solo perché non si tratta di ‘buu’ razzisti, passa tutto in secondo piano. Quello che conta (perchè noi italiani ci accontentiamo di poco) sono le scuse. 

Scuse che non potrà mai accettare Ciro Immobile, un uomo che non ci ha pensato due volte a difendere il suo compagno di squadra, ma che alla fine deve anche incassare gli insulti arrivati da ‘un aspirante giornalista’ e pseudo tifoso del Milan. Ciro ha avuto il coraggio di pubblicare quelle offese pesanti che sono arrivate contro sua moglie e le sue figlie. Cose che possono fare solo i veri uomini, quelli che non si nascondono dietro una tastiera e che con il giornalismo o con il tifo organizzato centrano ben poco. 

Stasera ancora una volta, mi sono vergognato di essere un giornalista sportivo italiano, mi sono vergognato di tutti i pagliacci che continuano a prendere in giro quelle che persone che amano veramente il calcio, ma a San Siro di calcio se ne visto veramente poco. 

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