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Lotito: «Non ho un hobby, lavoro 21 ore al giorno. Quando presi la Lazio…»

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Le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito

Claudio Lotito si racconta, in un’intervista al ‘Fatto Quotidiano‘, affronta vari argomenti: dalla Lazio fino al caso Palamara, passando per l’acquisizione di Alitalia.

LAZIO – «Presi la Lazio, oramai 15 anni fa, con 550 milioni di debiti mi chiusi là dentro e giorno e notte a sfogliare le voci di costo e limare. Rateizzazione con il Fisco? Ho utilizzato le norme e pago puntuale. E non mi sono mai messo in tasca un gettone di presenza, mai dato un emolumento come presidente. Ora la Lazio è costruita sul cemento armato. Se Lotito fa mille cose è perché lavora tantissimo. Non ha hobby. Ventuno ore al giorno. Io proprio non posso dormire oltre, ho troppo da fare. Quindi per una evenienza aritmetica faccio più cose di quanto gli altri riescano a fare. E mi porto avanti». 

POLITICA – «Nuovo Senatore? Io me lo auguro ma non so nulla. Sono stato stimolato a candidarmi da amici e l’ho fatto, come sa, per il bene comune. Il mio riferimento è ai doveri dell’uomo giusto e saggio, alla Repubblica di Platone. L’immunità parlamentare il suo obiettivo? Non ho bisogno, non ho preoccupazioni, non ho di questi problemi. Se mi impegno in qualcosa non mollo». (CLICCA QUI per approfondire la notizia)

ALITALIA –  «Con Alitalia c’è un milione e rotti di euro di perdite quotidiane, un’azienda ai minimi termini. In Italia c’è una moltitudine di prenditori. E un sacco di magnager. Scriva bene: prenditori e non imprenditori, magnager, non manager. Mi piacciono gli sport estremi, non so fare altro che lavorare. Ho tanto da fare che posso dormire solo tre ore a notte. Faccio cose, anche di notte. Sento che non è un’azienda morta, prima di dichiarare il fine vita si può provare a fare qualcosa. Se dovessi prenderla conterei anche le matite. Mi farei una brandina in azienda, perché certo uno non può andare a dormire a casa sennò perde tempo». (CLICCA QUI per approfondire la notizia)

PALAMARA –  «Ma quale tavola! Ma quale notte! Erano convivi, incontri, cene alle quali come ho già detto ero invitato. C’erano nomi di altissimo prestigio. Dovevo essere preoccupato? E di cosa? Poi, diciamocelo, il tono della conversazione letto su un brogliaccio è assai diverso dalle sfumature della voce. Non dà il senso, scuote il tono, ruba l’ironia». (CLICCA QUI per approfondire la notizia)

ROMA – «Non ho sentito la conferenza di Totti. Non mi immischio. Posso solo dire che anch’io sono passato tra mille contestazioni, è stata dura ma ce l’ho fatta».

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