Calciomercato
Caso Esposito, scontro totale a Cagliari. Giuffredi: «Giulini voleva cederlo!»

Mario Giuffredi ha rilasciato delle dichiarazioni sul cado Esposito! L’agente ha parlato della situazione per il giocatore che piace alla Lazio
Il caso Sebastiano Esposito si trasforma in uno scontro durissimo tra il Cagliari e Mario Giuffredi. Dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato e direttore generale rossoblù Stefano Melis, che aveva paragonato la situazione contrattuale a qualcosa di simile a un tentativo di estorsione, il procuratore dell’attaccante ha risposto pubblicamente attraverso una lunga intervista concessa a TMW.
Ultimissime Lazio LIVE: vittoria contro l’Ostiamare, le parole di Gattuso e tanto altro
Giuffredi ha contestato duramente la terminologia utilizzata dal dirigente, chiamando in causa anche il presidente Tommaso Giulini e annunciando di aver intrapreso iniziative legali. Si tratta delle dichiarazioni e della ricostruzione fornite dall’agente, non di circostanze accertate in sede giudiziaria.
La frattura appare ormai profonda. Esposito, legato al Cagliari da un contratto fino al 2030, è stato messo sul mercato dal club dopo aver lasciato il ritiro senza autorizzazione. Sullo sfondo restano le divergenze sull’adeguamento economico richiesto dall’entourage del giocatore e sulle modalità con cui sono stati condotti i confronti tra le parti. Le sue parole:
«Un dirigente di un club di Serie A che si permette di usare il termine estorsione che è una parola che fa parte di ambienti criminali che a noi non appartengono perché viviamo nel mondo dello sport dovrebbe vergognarsi. Mi viene da pensare che se il Presidente Giulini non dovesse prendere le distanze da questo soggetto che ha usato un termine criminale nel mondo dello sport potrebbe condividere lo stesso pensiero.
Dovrebbero intervenire il Presidente Malagò, la Lega di Serie A perché un dirigente che istiga alla violenza usando la parola estorsione non è meritevole di vivere in questo mondo. Nella mia vita mi sono difeso sempre da solo e senza fare un passo indietro quando penso di avere ragione, la terminologia usata da questo signore non offende solo me ma dovrebbe offendere tutti gli agenti italiani perché se fare una trattativa per un calciatore può permettere ad un dirigente di chiamarla estorsione vuol dire che tutti gli agenti fanno questo e siamo una categoria criminale.
Questo signore parla senza sapere le cose, ho fatto almeno quattro-cinque incontri con i dirigenti del Cagliari, da Accardi e Catte a Giulini e lui non era mai stato presente. Ha vissuto lo 0% di questa trattativa, in tre anni che ho calciatori a Cagliari non l’ho mai visto. Vorrei ricordare a questo soggetto che la persona che ha accusato di avere un comportamento simile ad un’estorsione è la stessa che poco tempo fa ha portato nelle casse del Cagliari dodici milioni di euro e non gli ho certo sentito dire grazie.
Parla dicendo che hanno fatto una proposta, io dico questo affinché i tifosi lo sappiano: il 30 luglio avevo un appuntamento con Giulini, Accardi e Catte e il 29 luglio alle 23.20 il Presidente Giulini mi ha chiamato cercando di convincermi che avremmo dovuto far finta di litigare davanti ai due dirigenti perché la sua intenzione era quella di vendere il giocatore a venti milioni e non voleva rinnovare. Voleva creare un teatrino in cui avremmo dovuto fare finta di litigare, le sue intenzioni non voleva farle sapere neanche ai suoi dirigenti».