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Roma, Fonseca: «La Lazio è fortissima. Luis Alberto? Ecco come lo argineremo…»

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Paulo Fonseca è intervenuto in conferenza stampa per presentare il suo primo derby da allenatore della Roma

All’interno della sala stampa di Trigoria, ha parlato il tecnico della Roma Paulo Fonseca, pronto all’esordio nel derby della Capitale:

In passato ha vissuto partite importanti anche in Portogallo e in Ucraina. Ora cosa significa il derby per lei?

«Ho già giocato diversi derby nel corso della mia carriera. Si capisce che sia una partita importante per la città. Vale 3 punti, ma c’è un coinvolgimento maggiore. E’ il mio primo derby, ma spero siano tanti in futuro. Sono motivato».

Smalling?

«Cercavamo un profilo esperto in difesa, ha tante presenze con il Manchester United e ha le caratteristiche adatte per noi, aggiungerà qualità perché è rapido e aggressivo».

Zappacosta e Mancini saranno titolari domani?

«Sono pronti e potrebbero giocare ma lo scoprirete solo domani. Smalling sarà sicuramente convocato».

C’è la possibilità di vedere Florenzi esterno alto?

«Si è un’ipotesi che stiamo considerando e su cui abbiamo lavorato nel corso della settimana e domani vedremo se sarà attuabile».

Cosa chiederà domani ai suoi esterni?

«E’ una questione tattica. Non ho intenzione di rivelare come ci comporteremo domani. Abbiamo rivisto e analizzato la partita con il Genoa e quello che dovremo fare domani».

Come ha convinto Smalling?

«A loro piace la mia voce e la trovano suadente. Questo sembra risulti decisivo. Questi colloqui passano attraverso il modo di giocare e come possono i giocatore diventare importanti per noi. Gli dobbiamo trasmettere i motivi della nostra scelta».

Veretout ha chance di partire dall’inizio?

«Anche lui potrebbe partire titolare. E’ pronto come Mancini e gli altri, fatta eccezione di Spinazzola e Perotti».

 

Come vive la vigilia con la Roma sfavorita nel derby?

«Vale il giusto. Conta solo il campo, non ho dubbi che la Lazio sia una squadra fortissima con un allenatore che è li da tempo. Il favoritismo non è importante, lo è il campo e come si contrasta l’avversario nei suoi punti di forza. Chi è favorito lo deve dimostrare in campo».

Veretout meglio con Cristante o Pellegrini?

«I nostri centrocampisti possono giocare con tutti i loro colleghi di reparto, sono calciatori intercambiabili».

Schick sarà convocato?

«E’ pronto per giocare. Schick è con noi e domani sarà convocato. Non parlerò di situazioni ipotetiche».

Lei si definirebbe un allenatore dogmatico?

«Non lo sono e in passato l’ho dimostrato. Credo nell’identità di gioco di una squadra che possa prevalere l’avversario. Non ho una visione chiusa, anche in base al risultato posso pensare di levare un attaccante per un difensore. Se la situazione lo richiede non esiterei a farlo. Sono le circostanze della partita a determinare le scelte».

Come sta Juan Jesus?

«Sta bene, non potrebbe essere diversamente. Nel calcio nessuno è esente da errori. Il calcio è uno sport per gente forte e non c’è spazio per chi non ha questa forza di reazione. Per me non esistono errori individuali, il massimo responsabile degli errori della squadra sono io. Pubblicamente non mi sentirete mai mettere dei ragionamenti che mi discolpano puntando il dito contro il singolo. All’interno poi noi facciamo le nostre analisi e parlo con i miei calciatori. Non esistono errori singoli, ma di squadra. Con il Genoa sono stati errori di collettivo».

Ha studiato un modo per arginare Luis Alberto?

«Sappiamo tutti che è un giocatore di grande qualità e con grande influenza sulla squadra. Non ci preoccupiamo dei singoli. Sappiamo che in determinati momenti della partita può essere decisivo e non lo contrasteremo individualmente ma di collettivo».

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