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Cecchi: «Champions? era un sogno, ora un obiettivo. La Lazio mi è entrata nel cuore»

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Uno dei collaboratori tecnici di Inzaghi, Mario Cecchi, si è raccontato ai microfoni di Lazio Style Radio parlando anche del suo passato all’Empoli con Sarri

Dietro un grande allenatore, c’è un grande staff tecnico. E se Simone Inzaghi ha trascinato la Lazio ad un passo dalla Champions League, merito è anche dei suoi collaboratori. Tra questi, c’è Mario Cecchi che – a Lazio Style Radio  – si è raccontato con queste parole: «Non so se il nostro è uno staff da Champions. So soltanto che è un obiettivo da perseguire e lavoriamo con la stessa passione per riuscirci. Domenica sarà dura contro una squadra in salute, l’abbiamo visto all’andata. La Champions prima era un sogno, ora è un obiettivo».

OLIMPICO – «La soddisfazione più grande è vedere tutta quella gente allo stadio. Il nostro obiettivo con il mister era riportare i laziali allo stadio, è una grande soddisfazione da parte nostra esserci riusciti. La Lazio mi è entrata davvero nel cuore. Io vengo da una città come Firenze dove la passione è grande e qui l’ho ritrovata. Rivedere l’Olimpico così mi dà una grandissima emozione».

L’ALLENAMENTO – «Alla fine contano i calciatori. Il nostro obiettivo era coinvolgerli. Siamo un ottimo gruppo, ci alleniamo con il sorriso. La cosa più importante è l’armonia tra staff e squadra, in questo modo è più agevole raggiungere certi obiettivi. A partire dal mister che è il nostro condottiero e gestisce tutto, noi mettiamo a disposizione le nostre competenze in modo silenzioso, ognuno con il suo ruolo. Portiamo la nostra passione per arrivare a risultati positivi per la Lazio».

INZAGHI«Quei dieci anni all’Empoli sono stati una grande palestra. Un settore giovanile così importante ed efficace è stata una fortuna per me. La chiamata del mister è stata una grande opportunità. Ci siamo conosciuti a Coverciano e mi chiamò prima di arrivare alla Lazio, quando doveva andare a Salerno. Detti subito la mia disponibilità e in un giorno è cambiato tutto. Mi disse che avrei dovuto fare il primo allenamento alla Lazio. Con tutto il rispetto passare da Salerno alla Lazio fu un’emozione incredibile».

I SINGOLI – «Luis Alberto, Milinkovic e Felipe Anderson sono straordinari, possono risolverla in qualsiasi momento. Bisogna cercare però di mantenere gli equilibri e non sempre possono giocare insieme. Lucas Leiva è un leader in tutti i sensi, si vede che ha giocato a grandi livelli in un club importante. Milinkovic invece è un talento naturale, sa fare tutto. Ha qualità, fisicità, tecnica, fa gol, li fa fare e segna di testa». Il rapporto con Inzaghi e le idee spesso differenti: «Ci sono stati scontri, ma ci serve per crescere. In uno staff è normale. Il mister è un condottiero che esprime la sua grande lazialità».

EUROPA LEAGUE «Ne abbiamo analizzato le cause, c’è stato un calo mentale. Il derby a pochi giorni di distanza ha inciso, dopo il gol di Ciro si pensava già a quella partita. Abbiamo preso quattro gol su quattro occasioni e non abbiamo avuto la possibilità di rimetterci in partita. È stato un momento difficile, abbiamo perso una bella occasione e poteva esserci un risvolto mentale pericoloso. I giocatori sono stati però bravi, hanno fatto un grande derby ripartendo alla grande».

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