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Pordenone, Perilli: «Tifo Lazio da sempre e sogno di giocarci. Il mio idolo…»

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Simone Perilli, portiere del Pordenone, ha svelato la sua fede per la Lazio e svelato alcuni suoi segreti

L’Inter è la prima squadra che accede ai quarti di finale di Tim Cup. Gli uomini di Luciano Spalletti hanno superato dopo i calci di rigore il Pordenone, squadra militante in Lega Pro. Protagonista assoluto del match è stato il portiere Simone Perilli, capace di mantenere il risultato inchiodato sullo 0-0 e di parare due penalty a Skriniar e Gagliardini. L’estremo difensore dei neroverdi è intervenuto ai microfoni di RadioSei per raccontare la propria storia: «E’ stata una bellissima partita. Sono laziale. Sono riuscito a parare due rigori ieri sera, se avessi parato il rigore a Icardi sarei svenuto sul momento. Sarebbe stato come vincere la Champions League, è stato bello far muovere e portare una città intera a Milano. Ho fatto due anni di Primavera a Sassuolo, in cui sono stato anche il terzo portiere. Il primo allenatore è stato Patarca, che mi ha scoperto; poi ho giocato nel settore giovanile di quegli altri, sono rimasto lì per cinque anni, mi ha aiutato a crescere. Se dopo ieri sera può cambiare la mia carriera? Penso che tutte le domeniche si può formare un giudizio su di me. Mia madre lavora ancora a Formello, sarebbe un sogno tornare, ma ora la Lazio è in buone mani. Come si sta qui? Si vive benissimo, non pensavo che le persone fossero così socievoli».

IDOLO PERUZZI – «Non ho mai avuto un grande riferimento da portiere, nessuno mi ha mai fatto impazzire. Secondo me però Angelo Peruzzi è stato il più forte di tutti. Dove posso migliorare? Sono bravo sulle uscite alte, ma posso e devo crescere in tutto. Anche nei rinvii, il portiere ormai deve essere un centrocampista. Il mio idolo nella Lazio? Di Canio, è stato un tifoso in campo, penso che chiunque sogni di fare quello che ha fatto lui. Se l’Inter è più forte della Lazio? Fisicamente forse sì, ma credo che i biancocelesti possano mettere in difficoltà i milanesi nelle ripartenze. Siamo in viaggio per Pordenone, più che contenti, come si dice a Roma, ci rode e anche tanto. Sappiamo che comunque sarebbe stato difficile. Sarei onorato di difendere la porta della squadra che amo, per me la Lazio è il Real Madrid; è ciò che ho sempre sognato da bambino».

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