Editoriale

Nazionale, da Chiesa a Di Lorenzo: l’importanza dei “titolari aggiunti”

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Alla vigilia della terza gara di Euro 2020 l’Italia si potrebbe affidare al turnover: da Chiesa a Di Lorenzo, impossibile chiamarle riserve

C’era una volta un’Italia pressoché perfetta, capace di brillare di luce propria nelle prime due apparizioni a Euro 2020. No, non è una fiaba ma è la realtà che ci stanno regalando gli Azzurri di Roberto Mancini, sin qui travolgenti ed entusiasmanti addirittura oltre le più ottimistiche previsioni.

Al di là delle stelle più conclamate, le fortune nella manifestazione continentale passano anche dal supporting cast. Nessuno potrà dimenticare nel Mondiale 2006 l’importanza di giocatori come Materazzi e Grosso, eroi in momenti decisivi pur partendo inizialmente in fondo alle gerarchie.

E anche questa Italia sa di potersi affidare spesso e volentieri alle sue “riserve”, che poi più che di riserve bisognerebbe parlare di titolari aggiunti. Come definire diversamente Giovanni Di Lorenzo, per esempio, autore di un finale di campionato spettacolare con il Napoli e subito a proprio agio nella sostituzione di Florenzi.

Idem con patate riferendosi poi ad Acerbi, uno che per esperienza e sicurezza sa come non far rimpiangere gli acciacchi di Chiellini. Semplicemente oltre categoria, poi, Locatelli, autore di una doppietta storica contro la Svizzera e per nulla intimorito dal dover raccogliere l’eredità di un certo Marco Verratti.

Là davanti invece la variabile impazzita ancora non si è manifestata. Talmente eccezionali le prestazioni del tridente Insigne-Immobile-Berardi che di fatto non c’è stata sin qui necessità di un piano B. Opzione che però Roberto Mancini possiede eccome, con il nome di Federico Chiesa abbondantemente il primo sulla lista.

L’esterno della Juve, intervenuto in conferenza stampa, nel corso della stagione ha dimostrato più volte un certo grado di maturità, anche in campo internazionale. Ed è lecito attendersi che il momento di Chiesa arriverà, già probabilmente contro il Galles. Ne abbiamo bisogno, nessuno più dei “titolari aggiunti” può cambiare il destino di un torneo. Basti ricordare come l’ultimo Europeo sia stato deciso da un gol del portoghese Eder e il penultimo Mondiale, quello vinto dalla Germania nel 2014, dal talento mai del tutto sbocciato di Gotze. Ecco perché dobbiamo avere Fede…

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