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Luiz Felipe: «La Lazio una grande fortuna, sogno la Nazionale»

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Le parole del brasiliano in attesa del recupero dall’infortunio rimediato nella prima giornata di campionato

Non è iniziata come sperava la uova stagione di Luiz Felipe con la maglia della Lazio. Il brasiliano infatti ha rimediato un infortunio durante la prima giornata di campionato contro il Napoli che lo ha costretto al forfait nei match contro Juventus e Frosinone in cui è stato sostituito prima da Bastos e poi da Wallace. Il difensore è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio confermando la sua voglia di fare bene in biancoceleste: «Devo sempre ringraziare Dio per aver avuto l’opportunità di giocare nella Lazio. Voglio dare il massimo per questa maglia, sto vivendo un sogno, ma devo continuare a migliorare per giocare tanti anni qui a Roma. Provo delle emozioni uniche, solo mia madre sa quanto io sia felice di essere nella formazione biancoceleste».  

GLI INIZI – «Ho iniziato a giocare a calcio da bambino, avevo 8 anni. Giocavo con la squadra della mia città ed è da lì che è iniziato tutto. Sono rimasto lì fino a quando avevo 13 anni, poi è stata la volta dell’Ituano. All’inizio ero un terzino destro, poi il mister dell’Ituano mi ha spostato in difesa. Sono arrivato all’Ituano nel 2012, ma non ho giocato perché avevo un problema con la scuola. Poi sono entrato a far parte dell’Under 15 e subito dopo dell’Under 17. Il mister in poco tempo ha deciso di spostarmi all’Under 20 e dopo due anni ero in prima squadra. Anche lì all’inizio non giocavo, ma mi allenavo tantissimo. Poi nel 2016 ho disputato il mio primo campionato. Il presidente del ha creduto tanto in me. Quando sono arrivato all’Ituano ha detto ‘voglio vedere giocare questo ragazzo’ e fece il possibile per vedermi in campo»

CALCIO ITALIANO – «Quando ero nelle giovanili dell’Ituano andai in Inghilterra per alcuni provini con il Manchester United e in quell’occasione incontrai Nani. Poi provai con il City e lì Viera mi disse che il mio profilo era adatto al calcio italiano».

LA MAMMA «La mia famiglia mi è stata sempre molto vicina, soprattutto mia madre, è la mia roccia. Poi c’è mio fratello che mi imita sempre, tutto quello che faccio io lo fa anche lui. È la mia copia».

LA SALERNITANA – «Quando sono arrivato alla Salernitana ho avuto la possibilità finalmente di conoscere il calcio italiano. Bollini decise di non farmi giocare, anche se ero sempre a disposizione della squadra, mi allenavo duramente tutti i giorni».

LA LAZIO – «È stata una fortuna arrivare alla Lazio. Venivo da un infortunio, avevo trascorso le vacanze in Brasile e lì mi ero allenato un po’. All’inizio non fu affatto semplice. Inzaghi però mi ha aiutato fin da subito e lo fa tutt’ora. Mi piace davvero sentire i consigli di chi è più grande di me».

BRUCIARE LE TAPPE  «Tutto nella mia vita è sempre andato veloce. Ho bruciato le tappe, non mi sarei mai aspettato di giocare così tanto. La sera della Supercoppa fu magica, non avevo mai vinto nulla e per questo è un giorno indimenticabile».

L’EUROPA LEAGUE– «Fu una grande emozione. Giocare in Europa League mi ha messo i brividi, era una competizione che vedevo solo in tv».

IL RIGORE IN COPPA ITALIA – «L’ho superata in fretta quella delusione. I rigori li sbaglia chi li tira. Io cerco sempre di mantenere la calma, anche dopo gli errori. L’importante è restare tranquilli e tornare subito a lavorare per cercare di migliorare».

LA NAZIONALE – «Adesso voglio lavorare per conquistare la Nazionale. È questo il mio obiettivo, ciò che desidero».

IL CONTRATTO– «Sono felicissimo per il rinnovo del contratto e anche la mia famiglia è molto orgogliosa. Devo sempre essere riconoscente con la società per l’opportunità che mi ha dato di vestire questa maglia».

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