2013

Lotito guarda avanti: “Non ci sono rimasto male per la mancata elezione. Fenerbahce? Se queste sono le regole del gioco”

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Lotito a sorpresa non è stato eletto vicepresidente della Figc e come era prevedibile il patron biancoceleste non l’ha presa proprio bene: “Non ci sono rimasto male. Una sconfitta della Lega di A? La prendiamo come un privilegio, un fatto che ha finalmente definito quali sono i rapporti tra Figc e la Lega di A e i comportamenti delle singole persone in questo contesto. Ci eravamo candidati per la vicepresidenza perchè la Lega di A è la locomotiva del sistema calcistico, in termini economici e di ruolo e soprattutto per un principio di rotazione, basilare per la democrazia. Qui invece ci sono persone che da sei anni ricoprono gli stessi ruoli. Facciamo un confronto e vediamo se le persone che oggi rappresentano il sistema hanno la competenza specifica per affrontare i problemi”. Lotito non ci sta ed è visibilmente contrariato: “È un problema politico, il presidente deve esserlo di tutte le componenti, non di una sola parte. Oggi invece lui è il presidente della sola componente che ha votato. Abete e Nicchi si sarebbero dovuti astenere”.

Poi Lotito parla anche di calcio e torna sulla sconfitta di ieri sera contro il Fenerbahce: La gara di ieri sera contro il Fenerbahce si commenta da sola, se queste sono le regole del gioco… Non possiamo solo che prenderne attoriporta il Corrieredellosport.it -. Noi siamo abituati a vincere le partite sul campo, e ieri sicuramente avremmo meritato un trattamento diverso. Non posso dire che la squadra si sia comportata male in termini di qualità di gioco, ma abbiamo avuto un’espulsione all’inizio del secondo tempo, quindi siamo stati tutto il secondo tempo con un uomo in meno, c’è stato negato un rigore ‘solare’ che avrebbe comportato pure l’espulsione di chi aveva prodotto il fallo, è stato dato un rigore che su un colpo di testa, e la palla è scesa inconsapevolmente lungo il braccio del nostro difensore. La partita è andata come è andata, noi non stiamo facendo recriminazioni. Io sono abituato, da uomo delle istituzioni, a prendere atto di quello che accade e non a commentarlo. Dopo di che ognuno è libero di commentare come vuole.

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