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Lazio, Jony: «Sono cresciuto molto qui. Scudetto? A maggio vedremo…»

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Una lunga intervista tra presente e passato: Jony si è raccontato dal suo arrivo a Roma alle ambizioni della Lazio

L’arrivo a Roma in estate, il periodo di ambientamento, un nuovo ruolo: Jony ha iniziato la sua esperienza alla Lazio con qualche incertezza, ma adesso è pronto per ritagliarsi un ruolo da protagonista. Le ultime uscite stagionali sono state positive, adesso toccherà a lui rimpiazzare Lulic sull’out di sinistra. Intanto, al quotidiano Marca, il giocatore ha rilasciato una lunga intervista in cui ha fatto un bilancio del suo momento biancoceleste e non solo: «Stiamo andando avanti piano piano. Inter e Juventus puntano allo scudetto. Noi vedremo più avanti, a maggio: combatteremo sino alla fine per rendergli le cose più difficili».

CARRIERA«All’Alaves ho passato un anno meraviglioso, non è stato facile decidere di andare via. Ma cercavo nuove sfide e la Lazio mi ha dato questa possibilità. Qui il calcio è più tattico e si corre molto di più rispetto che in Spagna. Con il nostro 3-5-2 corriamo tanto sulle fasce. Questo è un modo di giocare che non avevo mai fatto così tanto in carriera, hai sempre la responsabilità di guardare indietro. A livello fisico si spende molto, ma mi sto adattando e migliorando in difesa. Da dicembre ad oggi sono cresciuto».

GRUPPO «Quando arrivi la prima cosa che ti dicono i tifosi è di vincere il derby contro la Roma. Luis Alberto e Patric, spagnoli come me, mi hanno aiutato molto. Con Luis siamo amici intimi. La sua qualità in campo è fondamentale. Il nostro cammino? Non è una coincidenza, ma un mix di lavoro, dedizione e un po’ di fortuna. Non c’è pressione per centrare i record. Speriamo di mantenere questo livello. Abbiamo già vinto la Supercoppa, peccato essere fuori dall’Europa League e dalla Coppa Italia, vinta l’anno scorso. L’obiettivo resta la Champions League. La nostra idea di gioco è l’arma in più contro Juventus e Inter».

INZAGHI E IMMOBILE – «Il tecnico è una leggenda del club, amato da tutti e lo ammiriamo per come allena e cosa trasmette. Lavora tanto e ha molta passione. Ciro è una bestia, un cane da combattimento e non solo per i gol che fa, ma soprattutto perché lavora tanto per la squadra. Corre tantissimo, aiuta i compagni nello spogliatoio. Spero davvero che possa vincere la Scarpa d’Oro».

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