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Lazio, ag. Immobile: «Inzaghi l’ha sempre voluto. Rimarrà per un bel po’ a Roma»

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Lazio, le parole di Marco Sommella sul suo assistito Ciro Immobile alla vigilia dei suoi trent’anni a Radio Incontro Olympia

Ciro Immobile, il re dell’attacco biancoceleste e non solo: il bomber 17 sta macinando record su record, facendo emozionare i suoi tifosi che urlano a squarciagola il suo nome quando mette la palla in rete. Domani è il suo compleanno e Ciro spegnerà 30 candeline in quest’anno che sta diventando sempre più d’oro viste le sue statistiche. Marco Sommella, il suo agente, ha parlato del bomber di Torre Annunziata ai microfoni di Radio Incontro Olympia. Ecco le sue parole fra Lazio, Nazionale e l’amore dei tifosi:

«Ciro è un attaccante straordinario, fosse stato straniero avrebbe avuto sicuramente una considerazione maggiore rispetto a quella che ha. I suoi numeri non sono contestabili, poi può piacere o meno. Ma in Italia non abbiamo Mbappé, Cavani, Lewandowski o Haaland… quindi teniamoci stretto Immobile. In questo momento vincerebbe la Scarpa d’Oro, i tifosi azzurri dovrebbero stargli vicini e invece spesso vedo un atteggiamento ostile». 

Un amore incondizionato coi tifosi laziali, nato quattro anni fa quando Ciro ha indossato per la prima volta la maglia biancoceleste, segnando il suo primo gol nella partita d’esordio con l’Atalanta:

«A Roma gli vogliono tutti bene, lo hanno imparato a conoscere e ad apprezzare per la sua umiltà e generosità. Dal vecchietto al bar sotto casa fino ai bambini. Non si è mai sentito un fenomeno anche se avrebbe tutto il diritto di farlo. Conosco tanti calciatori che invece si sentono già arrivati… La Lazio fu una scelta ponderata bene nel 2016. In quel momento aveva bisogno di una squadra che credesse in lui, arrivava dalle esperienze non esaltanti a Dortmund e a Siviglia. Il Borussia aveva fatto la finale di Champions e aveva vinto la Bundes, doveva sostituire Lewandowski, come poteva non andare? Purtroppo quella però era la fine di un ciclo. La Lazio invece fu una destinazione logica, speravamo che potesse recuperare le sicurezze che aveva ai tempi del Pescara e del Torino. Ciro deve sentire la fiducia dell’ambiente e devono farlo sentire importante. Alla Lazio c’era un vuoto tecnico, il ds ci ha visto lungo, l’allenatore lo ha sempre voluto. Rapporto con Simone Inzaghi rapporto? Speciale e non può essere scalfito da una sostituzione. Lo ripetono spesso entrambi. Ciro ha avuto la fortuna di trovare un tecnico pronto a puntare tutto su di lui. Di conseguenza ha dato la sua massima disponibilità ed è diventato un binomio vincente».

Il 2020 è sicuramente il suo anno come lo dimostrano i numeri in Serie A ma Ciro vuole lasciare il segno anche con la maglia azzurra:

«La Nazionale? Il suo ultimo tabù da sfatare. Dal Mondiale in Brasile fino allo spareggio con la Svezia, passando per l’Europeo fino alla Svezia. Immobile ha questa macchia che vuole superare. Però forse ora vedo troppo entusiasmo, prima era una Nazionale di brocchi, ora sembra che l’Italia sia la favorita per l’Europeo. Sicuramente c’è un’aria nuova, ci vuole equilibrio». 

Tantissima è la voglia di vedere Immobile per sempre con la maglia biancoceleste. Lui si trova da dio così come la moglie Jessica e i loro tre piccoletti. Ecco cosa ne pensa Sommella:

«Lazio per sempre? A Roma si sente a casa. Lui è andato via a 15 anni da Torre Annunziata, poi ha sempre girato. Insieme alla moglie Jessica ha scelto Roma, forse anche perché è a metà strada tra Napoli e Pescara. A Roma faranno vivere i loro bambini. I tifosi se lo godranno ancora per tanto tempo».

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