2013

Hernanes si racconta: “Roma è una città bellissima, ma il Brasile mi manca. Peccato per l’Olimpiade…”

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Il Profeta Hernanes ha rilasciato una lunga intervista a Lazio Style Channel. Il fantasista brasiliano è arrivato in Italia nel 2010, ma non dimentica le suo origini: “Mi mancano la famiglia e gli amici, ma anche un po’ il cibo brasiliano, soprattutto un tipo di pane che qui non si trova facilmente. Comunque amo i tifosi della Lazio e Roma, adoro mangiare al ristorante e non resisto al fascino del Colosseo. Chi erano i miei calciatori preferiti? Ronaldo, Ronaldinho, Zidane, Seedorf e Pirlo”. Poi si passa al gol più bello della sua carriera: “Probabilmente è quello realizzato in San Paolo-Cruzeiro, quando saltai due uomini prima di tirare sotto l’incrocio dei pali. Con la maglia della Lazio, invece, scelgo quello contro il Milan di quest’anno”. Con Petkovic in panchina c’è stata una vera e propria “rinascita”: “Sono arrivato qui due anni fa e ho giocato in un ruolo in cui non ero abituato, poi quest’estate ho parlato con Petkovic e gli ho confidato di voler giocare in una posizione più arretrata. Il mio ruolo è questo, sono convinto di non voler cambiare più posizione in campo perché questa è quella che si addice più alle mie caratteristiche. Pochi mesi fa dissi che la mia carriera stava ricominciando e alla fine avevo ragione”. E nel tempo libero si dedica al… “Sono bravo a cucinare, soprattutto a fare i crossaint e il risotto imparato dal cuoco Giocondo. Poi mi piace molto leggere libri sulla psicologia. Grazie alle letture ho imparato a conoscere meglio anche me stesso. Infine c’è il golf che è la mia nuova passione”. Poi Hernanes spiega le origini del suo soprannome: “Gli amici di infanzia mi chiamavano semplicemente P, mentre il soprannome Profeta mi è stato dato da un conduttore televisivo brasiliano. Non conosco bene il motivo, forse perché parlavo spesso della Bibbia o perché prima di ogni gara del 2008, anno in cui vincemmo lo Scudetto, dicevo sempre che avremmo raggiunto il successo”. Hernanes proprio con la religione ha un rapporto particolare: “La religione in quanto tale non mi piace, perché si tratta soltanto di una serie di tradizioni tramandate di genitore in figlio. Spesso uno fa delle cose solo perché lo dice la religione e senza sapere il perché, io invece non faccio nulla. Ho cercato nel corso della vita la mia verità e il giusto modo di comportarmi”. In chiusura si parla anche della nazionale brasiliana: “Ricordo benissimo la finale tra Brasile e Italia del 1994, ma ancor di più quella persa alle Olimpiadi del 2000 contro la Nigeria. All’inizio della mia carriera avevo più voglia di giocare un’Olimpiade che una fase finale di un Mondiale, il mio più grande desiderio era conquistare una medaglia d’oro. Nel 2008 ho partecipato ai Giochi ma purtroppo non siamo riusciti a vincere, ho ancora un po’ l’amaro in bocca per il risultato”. 

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