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Diaconale: «Il rientro di Keita concordato col club»

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Il direttore della comunicazione laziale Arturo Diaconale fa chiarezza sul presunto caso Keita smentendo vi sia stata una multa da parte della società

Nella giornata di ieri ha tenuto banco l’ennesima querelle legata a Keita Baldé al diffondersi della notizia che voleva il nazionale senegalese multato dal club per il rientro in ritardo dalla Coppa d’Africa. Una situazione contro cui, in tarda serata, aveva preso posizione il procuratore di Keita, Roberto Calenda, smentendo il tutto con un tweet al vetriolo. Per fare chiarezza sull’episodio è intervenuto Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della SS Lazio, il quale ha parlato ai microfoni di Radiosei«Si tratta di una situazione gonfiata, non esiste nessun caso Keita. Il calciatore non è stato assolutamente multato, le modalità del suo rientro erano concordate con la società. Ripeto, non c’è stato alcuna problema, soprattutto tengo a sottolineare che non c’è stata alcuna incomprensione con Inzaghi». Una versione che convince fino a un certo punto, poiché lo stesso Simone Inzaghi nella conferenza stampa pre-partita della gara con l’Inter aveva espresso il desiderio di averlo almeno in panchina a Milano. Diaconale fornisce la sua interpretazione: «È normale che l’allenatore si augurasse che Keita, anche a bordo di un missile potesse arrivare in tempo per giocare con l’Inter. Tuttavia anche lui sapeva che il giocatore non sarebbe stato nelle migliori condizioni fisiche e mentali per entrare in campo». L’altra vicenda spinosa riguardante l’esterno cresciuto nella cantera del Barcellona riguarda il suo chiacchieratissimo rinnovo contrattuale: «Ho la sensazione che tutto quanto faccia Keita assuma dimensioni sbagliate – ha affermato Diaconale – quando un calciatore deve rinnovare bisogna porre le condizioni perché si trovi in una situazione ideale, metterlo sempre nel mirino è sbagliato; penso anche a quanto accaduto a Biglia dopo la gara col Chievo, una situazione che certo non aiuta». Chiosa finale dedicata al tweet del procuratore di Calenda che Diaconale ha stigmatizzato: «Keita è un giocatore importante ma va trattato come gli altri, organizzare un charter avrebbe rappresentato un’anomalia anche perché il tragitto sarebbe stato comunque lungo e non avremmo avuto particolari benefici. Le frasi di Calenda? Tutto era stato concordato, è stato poco elegante e, fossi stato in lui, quelle affermazioni me le sarei risparmiate».

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