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Cragnotti: «La Lazio merita la Champions! De Vrij? Lo farei giocare. Complimenti a Tare…»

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Sergio Cragnotti, a 18 anni dalla vittoria del secondo scudetto del club biancoceleste, è intervenuto sulle frequenze di Radio Incontro Olympia per dire la sua sul momento attuale dell’armata di Inzaghi

A 18 anni dal giorno in cui la ‘sua’ Lazio si aggiudicò il secondo scudetto, Sergio Cragnotti è intervenuto sulle frequenze di Radio Incontro Olympia, soffermandosi innanzitutto sull’obiettivo Champions dell’armata di Inzaghi: «Sarebbe una grande soddisfazione tornae in Champions, con uno stadio pieno speriamo in questo traguardo per rivedere la Lazio sui grandi palcoscenici internazionali. La società ha fatto dei passi in avanti, ha costruito una buonissima squadra, ha riconquistato l’amore dei tifosi e tutto fa presagire il meglio con qualche ritocco. La Champions è una questione economica e di immagine, il marketing ha il suo valore. Si guarda i bilanci e su questo la Lazio è molto migliorata».

BIG MATCH CONTRO L’INTER«Bisognerà entrare concentrati, ci dovrà essere alagama tra i calciatori senza pensare a polemiche di ogni tipo e lottare fino alla fine. La Lazio è superiore all’Inter e l’ha dimostrato: i biancocelesti meritano la Champions e non devono farsela sfuggire. De Vrij? Lo farei giocare assolutamente, merita di disputare la partita. La notizia uscita sui giornali è stata una mossa un po’ provocatoria, dipende molto dalla personalità del giocatore. Non penserei alle chiacchiere, ma spingerei de Vrij a dare il massimo».

CAMPIONI«Difficile fare confronti tra i giocatori di oggi e quelli della mia Lazio. Oggi ce ne sono diversi importanti: Immobile e Milinkovic su tutti, sono degli ottimi acquisti. Questa rosa va integrata, magari con un colpo in difesa, e poi la Champions può essere affrontata con più tranquillità. Tare ha dimostrato di conoscere i mercati internazionali, portando dei valori aggiunti con spese moderate. Merita l’ennomio e il grazie perché ha dimostrato grandi capacità. Cessione Signori? Avevamo in mente di prendere poi dei grossi giocatori in Brasile, l’idea era quella di accrescere il valore della società. Oggi il mondo è completamente diverso. Un grosso sacrificio fu Boksic tanto che l’anno dopo lo ripresi: avevo un debole per lui. Nesta? E’ andato proprio lì dove vincemmo lo scudetto. Gli auguro tanto successo, se lo merita».

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